E’ un duro caso quello che si presenta all’indomita Petra Delicado, personaggio inventato dalla giallista spagnola Alicia Giménez-Bartlett. La scena si apre con il furto di una pistola. Niente di eclatante se non fosse che l’arma in questione è proprio quella di Petra e che a sottrargliela è stata una bambina. Il tutto avviene mentre l’ispettore si trova nella toilette di un ipermercato.
Da qui prende vita una girandola di eventi che porterà Petra e il suo vice Fermìn in un terreno piuttosto accidentato, quello dell’infanzia. I bambini sono infatti, in questa vicenda, le vittime e i carnefici (se di carnefice si può parlare riferendosi a un bambino), anche se poi in realtà non si rivelano altro che povere marionette nelle mani di adulti insospettabili. In mezzo a tanto torbidume, però, per una specie di reazione uguale e contraria, il commissariato verrà colpito da una raffica di frecce di Cupido.
Sembra quasi di leggere due romanzi diversi. Nella prima parte l’angoscia fa da sottofondo alle pagine che scorrono, mentre poi nella conclusione, proprio per la sofferenza accumulata per via dell’immersione nel marciume sociale, c’è un’esplosione di gioia festosa. I personaggi sembrano colti da un’euforia contagiosa che li spinge a celebrare il sentimento amoroso senza paura di cadere nella retorica. Perfino la cinica Petra, paladina della solitudine e dell’indipendenza, verrà travolta dal vortice dell’amore.
Nido vuoto
Alicia Giménez-Bartlett
Sellerio, 2007
€ 13,00
blogattelle
26 feb 2010 - 18:06 - #1bambini carnefici?: c’è un bel precedente, spagnolo per giunta: “el juego” di juan josé plans divenuto bellissimo -e scomparso- film (1976) di narciso ibáñez serrador: “quien puede matar a un niòo?”, in italia -stavolta fedelmente- “ma come si può uccidere un bambino?”