
E’ stato presentato oggi il Centro per il Libro e la Lettura, il nuovo progetto di cooperazione tra Governo ed editori per cercare di dare ulteriore propulsione al mercato librario italiano che, secondo il rapporto sullo stato dell’editoria nel 2009, presentato all’ultima edizione della Fiera del Libro di Francoforte, pur avendo resistito meglio di altri settori al momento di crisi economica, è ancora caratterizzato da cifre molto basse, soprattutto di quelle riferite ai lettori abituali.
In Italia i lettori abituati a leggere almeno un libro al mese (più di 12 all’anno) sono una quota minima del paese, attestati su un totale di 3 milioni e 900 mila persone, equivalente a circa il 7% della popolazione totale. Certo, un po’ meglio vanno le statistiche riferite ai lettori saltuari (quelli che leggono tra 1 e 11 libri all’anno), attestati sui 24 milioni, circa il 44% degli italiani.
Ma il vero problema, l’aspetto che più spaventa gli addetti ai lavori e che ha dato vita al progetto, di AIE e Governo, del Centro per il Libro e la Lettura per avvicinare i giovani al mondo del libro, sono le statistiche riferite alle fasce di pubblico giovanile, quella che racchiude i lettori dai 6 ai 19 anni, tra i quali le percentuali di non-lettura si impennano fino al 45%.
Dati preoccupanti, ma che non possono affatto stupirci, cosa ci si può aspettare infatti, da un paese che taglia costantemente i fondi all’istruzione da anni? Magari servirà anche la costituzione di un Centro del Libro, ma il problema di fondo resta la scarsa attenzione della classe dirigente verso la formazione intellettuale della popolazione.
Una scarsa attenzione che talvolta si colora addirittura di ostilità, come quella che riguarda da anni la classe intellettuale, oramai percepita comunemente (ben intesi, anche per colpa di alcuni di coloro che di questa “classe” fanno parte) come un parte della società sterile e isolata, un misto di radical-chic, intellettual-snob e polverosi accademici che, lontani anni luce dalle difficoltà della vita dei comuni mortali, si masturba ininterrottamente il cervello.
Via | Repubblica e AIE
lordmax
18 feb 2010 - 12:51 - #1Il “sondaggio” a cui ci si riferisce è una porcheria, consiglierei di non tenerne conto.
I ragazzi, come li chiamate voi, leggono moltissimo solo che non leggono quello che vogliono gli editori… sfiga.
Magari invece di perdere tempo ad indurre le persone a leggere quello che vogliono gli editori sarebbe il caso che questi ultimi si diano una svegliata?