
Come vi avevo annunciato qualche giorno fa, è da oggi online il sito Isbf.it, acronimo di Internet SlowBookFarm, la nuova libreria online le cui scelte di catalogo si propongono di seguire criteri di qualità e non di vendibilità, facendo prevalere il valore culturale e artistico di un’opera piuttosto che il suo valore commerciale.
Il mistero che avvolgeva l’iniziativa si è dissolto stamane, quando finalmente il sito, finora protetto da password d’accesso, è stato aperto a tutti i visitatori e alla loro valutazione. Ovviamente ci vorrà un po’ di tempo per vedere se il progetto ha le possibilità di crearsi uno spazio parallelo e alternativo alla numerosa concorrenza, per ora possiamo soltanto valutare la funzionalità del sito e il suo aspetto. E allora ecco, dopo il continua, le prime valutazioni di Isbf.
GRAFICA: Non è certo la più accattivante del mondo, ma nella sua semplicità e sobrietà sembra piuttosto funzionale. A mio parere c’è ancora qualche dettaglio da rivedere, soprattutto per quanto riguarda l’equilibrio grafico della pagina, ma sono cose che si assestano con il tempo.
Voto 7.
AUTORI: Per quanto riguarda gli autori certamente la scelta risponde ai criteri promessi, il punto di riferimento chiaro è la classifica di PordenoneLegge, ma lo spettro è ancora piuttosto scarno. A prima vista sembra esclusiva la presenza di titoli dell’ultimo anno e questo è un peccato.
Voto 6+.
EDITORI: Per il discorso Case editrici, la cui scelta è centrale nella proposta di qualità di Isbf, mi sembra che per ora la copertura sia molto limitata. Svettano i grandi marchi, da Einaudi e Mondadori a Laterza e Garzanti, ma mancano ancora tutta una serie di etichette medie come ad esempio la Isbn, la Iperborea e la Marcos y Marcos.
Voto 5.
PAGAMENTO & CONSEGNA: Da buona e-library anche Isbf offre quasi tutte le possibilità di pagamento oggi disponibili sul mercato, dalla carta di credito al bonifico, manca paypal e il baratto, garantendo la spedizione gratuita per importi abbastanza bassi (10 euro per la posta ordinaria).
Voto 8.
FARM MARKET: la “vetrina con il fiore delle pubblicazioni della piccola e media editoria di ricerca” purtroppo aprirà tra un mese, il 17 marzo. Voto s.v.
Nel complesso la proposta è molto interessante e le realizzazione sembra poter promettere bene. Certamente il primo giorno di scuola è difficile giudicare, ma le premesse per la nascita di un buon prodotto ci sono. Per ora, contando che qualche miglioria è necessaria, il voto complessivo è 6,5. E voi che ne pensate? Mandateci nei commenti la vostra pagella.
inciampando-sulle-acque
17 feb 2010 - 14:40 - #1La grafica l’hanno disegnata con la sinistra, si potrebbe dire. Ad ogni modo, non vedo davvero cosa mi può dare rispetto alla marea di librerie online già esistenti. La “forte” community? C’è già aNobii, Library Things o GoodReads attraverso i quali posso ricevere consigli.
Non condivido affatto l’idea di “censurare” certi autori piuttosto che altri. Non è di sicuro il metodo migliore per spingere la gente verso una lettura di maggiore qualità, anzi, pare proprio lo stereotipo dello pseudointellettuale. Non si migliora il gusto (qui ce ne sarebbe da discutere un bel po’) limitando ad una persona la scelta, ma facendogli capire cosa si sta perdendo. Inoltre, ignorare il fatto che l’editoria *è* un investimento è un gravissimo errore.
Se fosse stata una libreria specializzata in case editrici che la grande distribuzione non si fila, allora sarebbe stato un bell’inizio; se avessero tenuto in catalogo tutti i libri dando però più luce ai titoli meno inflazionati (magari anche con qualche sconto), allora sarebbe stata una bella trovata. Così come stanno le cose, qual è il valore aggiunto della proposta? (a parte la facilità con cui potrà far breccia nel cuore degli snob)
Per esempio: clicco sul primo libro della classifica “narrativa”, “Riportando tutto a casa” di Nicola Lagioia. Dimentichiamoci il fatto che l’ISBN non è neppure il suo (le sviste capitano anche ai migliori), il libro costa 18€. Vado su laFeltrinelli, cerco lo stesso titolo e lì lo vendono a 16€. Perché dovrei comprare sul sito di isbf.it? Per sostenere la campagna in favore della vera arte? Allora vado da quel poveretto del mio libraio, quello che ancora ha una serranda da alzare ogni mattina, e lo acquisto da lui.
Probabilmente non avrò capito una cippa di tutto il progetto, e spero vivamente che qualcuno riesca ad illuminarmi, ma io in tutto ciò non vedo nulla di nuovo se non, come già ho detto, il fatto che sarà come miele per le mosche pseudointellettuali.
robo_libri
17 feb 2010 - 14:44 - #2Non mi piace. Si legge sul sito: “una bussola nel mare magnum delle novità librarie italiane ”. E poi ci sono i libri dei soliti grandi editori (come se grande significasse per forza buono). Un altra vetrina per i soliti libri e i soliti autori. Nulla di più. Spero di sbagliarmi, ma mi pare proprio nulla di nuovo sotto il sole.
isbf
17 feb 2010 - 19:42 - #3Qui è lo staff di Isbf.it che ringrazia booksblog per la prontezza di riflessi e di recensione. Ringraziamo anche per tutte le critiche costruttive e utili, di cui facciamo ovviamente tesoro.
Un paio di precisazioni:
- è vero che su lafeltrinelli il libro di Lagioia costa 16 euro, ma è anche vero che la spedizione col corriere, obbligatoria, costa 3,90 euro. Su Isbf invece la spedizione con posta prioritaria è possibile e gratuita sopra i 10 euro (quella con corriere è gratuita sopra i 39 euro). Quindi per prendere l’esempio di cui sopra: su Feltrinelli l’acquisto del libro di Lagioia costa necessariamente 19,90 euro, su Isbf 18,00 euro, con spedizione via posta prioritaria gratuita.
- Si è generata purtroppo qualche confusione e sovrapposizione tra le due sezioni del sito, quella collegata alle classifiche di Pordenonelegge - Dedalus e quella, tutta nostra, del Farm Market, che partirà solo il 17 marzo. Nella sezione delle Classifiche sono in vendita libri anche di grandi case editrici, è vero, ma questo è dovuto al semplice fatto che questi libri sono effettivamente presenti nelle Classifiche di Pordenonelegge! :-)
Ma attenzione: la sezione Farm market sarà invece esclusivamente dedicata alla piccola e media editoria (quindi non troverete Einaudi, Mondadori ecc.), e diventerà dal 17 marzo l’homepage e il piatto forte di Isbf.it. Presenteremo una vetrina costantemente aggiornata dove saranno proposti, secondo percorsi sempre diversi, le realtà editoriali italiane più interessanti nell’ambito della Narrativa, della Saggistica, della Poesia… dando spazio e attenzione anche alle piccole e piccolissime realtà. Una forma di promozione del panorama librario italiano che vogliamo diversa e propositiva culturalmente, con una forma ibrida di e-store che incorpori elementi da webmagazine, che si faccia polo informativo e non solo… Non posso purtroppo entrare in dettaglio per ovvi motivi, ma potrete, se volete, aspettarci al varco nel nostro vero e proprio primo giorno di scuola, che sarà il 17 marzo. Quello che avete visto oggi è, come si suol dire, soltanto l’inizio.
Noi vi aspettiamo, con la certezza che il nostro progetto - non sull’istante, colto nel primissimo e transitorio passo, ma nella sua complessità di proposta che apparirà come tale solo con l’apertura del Farm Market - possa davvero essere qualcosa di nuovo, sotto il sole.
isbf
17 feb 2010 - 19:43 - #4PS per il recensore: un’ultima precisazione concerne Paypal. Il pagamento con Paypal è assolutamente attivo, quindi a conti fatti manca solo il baratto :-)
P.G.
18 feb 2010 - 09:36 - #5Io ho fatto una prova incrociata con tre titoli: Altai, Servi e Sono l’ultimo a scendere, ed effettivamente fra IBS, BOL e ISBF il più economico era quest’ultimo, l’unico che propone il 10% di sconto su tutti e tre i titoli e spese di spedizione gratuite. Credo che valga lo stesso in molti altri casi. Ovviamente per ora l’assortimento è molto limitato, rispetto alle altre grandi librerie on-line, ma su quell’assortimento l’offerta può essere vantaggiosa.
P.G.
18 feb 2010 - 09:37 - #6Fermo restando che io sono a favore dell’eliminazione totale dello sconto sui libri - ovvero: prezzo fisso, come in Francia - e anche dell’eliminazione del diritto di resa per i librai e distributori, che favorisce i grandi gruppi e la GDO a scapito dei piccoli editori e dei librai indipendenti. Ma questo detto a margine, per il poco che c’entra.
masci
18 feb 2010 - 10:52 - #7Una sciocchezza, ma il formato COGNOME NOME utilizzato estensivamente per gli autori mi da proprio noia…
lordmax
18 feb 2010 - 13:05 - #8Son francamente stufo di questa editoria vecchia ed ammuffita.
Se fosse veramente una bussola nel nuovo avrebbe i libri in digitale.
Cosi com’è non ha nulla di più di nessun altro book store online, anzi, ha molto meno tranne la presunzione di credersi migliori e superiori.
Diciamo che come partenza non poteva essere peggio, chissà che poi possa migliorare
Ayame
20 feb 2010 - 17:12 - #9…Fortuna che si diceva “no bestseller”, eh?