“Leonardo Sciascia, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Andrea Camilleri portano sfiga, per un un po’ dovremmo smettere di leggerli” ad affermarlo è stato l’assessore regionale alla Formazione, Mario Centorrino, economista e professore dell’università di Messina, che ieri agli stati generali dell’autonomia a Siracusa ha tirato una riga rossa virtuale su tre dei più grandi scrittori siciliani dell’ultimo secolo.
“Destra e sinistra, tutti assieme, almeno per un anno prendiamoci una pausa, abbiamo bisogno di ottimismo” così Centorrino ha giustificato la sua terribile uscita, mettendo in mezzo l’ottimismo, dote che, a sua parere, viene messa in un angolo se si perde tempo a leggere libri come Il giorno della civetta, Il gattopardo o le avventure del commissario Montalbano.
Voi cosa ne pensate? Alla Sicilia servirebbe di più una bella dose di ottimismo e il sorriso sulla faccia, come vorrebbe Centorrino, o una altrettanto forte dose di consapevolezza e di comprensione dei mali che porta in seno, come vorrebbero probabilmente Sciascia, Tomasi di Lampedusa e Camilleri, una consapevolezza e comprensione che potrebbero alimentare, magari, qualche cambiamento in una terra dove chi governa lavora da sempre contro i cambiamenti?
Un aggiornamento: dalle pagine della Stampa la risposta di Andrea Camilleri, ultimo superstite fra i tre scrittori chiamati in causa da Centorrino.
Via | LiveSicilia.it
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Messinese schifato.
14 feb 2010 - 13:38 - #1Da abitante di messina mi trovo schifato da queste affermazioni. La letteratura è uno degli specchi della società e, più in generale, l’arte. Bisognerebbe lodare, leggere e rileggere gemme preziose di spicco come questi autori, difenderli e incitarli.
Questo falso ottimismo assomiglia tanto alle parole dei nostri politici, in materia di crisi: occhio non vede cuore non duole. Per arrivare dove?
Grazie a Dio costui non è un mio professore, è così che la Sicilia rimarrà sempre quello che è: affossata.
azalais
14 feb 2010 - 22:23 - #2Provocazione inutile e nemmeno tanto originale, andrebbe fatta cadere nel disinteresse o seppellita con una grassa risata. Centorrino è in ottima compagnia: il cardinale Ruffini affermava che il male della Sicilia era una campagna di diffamazione le cui cause erano la mafia, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Danilo Dolci.
E poi, non permettetevi di toccare Sciascia (”Leonardo non si tocca!”); è uno dei miei feticci letterari.
P.G.
15 feb 2010 - 20:24 - #3Schifo.
mauison
17 feb 2010 - 11:27 - #4Da messinese consiglio a codesto esimio “professore” universitario di uscire, di quando in quando, dalle sue aule, dalla sua facoltà, dai salotti buoni che frequenta e dare un’occhiata al totale abbandono in cui la sua(seee come no) cità versa.
Abbandono dovuto alla totale mancanza di cultura e senso civico in primis, dico io, dei suoi cittadini, che si riflette nella pochezza dei suoi governanti(di qualsivoglia parte politica).
Proprio perchè nessuno legge ci ritroviamo in questo stato.