La sindone di Gesù Nazareno (questo il titolo del libro di Barbara Frale edito da Il Mulino), oggetto di indagini sempre più sofisticate e minuziose, rivela particolari una volta inimmaginabili sulla vita e sulla morte dell’uomo in essa impresso. Morte di croce straziante e infamante a cui venivano condannati i nemici di Roma. Eppure già dalla riflessione sulla pena comminata all’uomo della sindone emergono aspetti contraddittori e di grande interesse. Perché, ad esempio, a un criminale, nemico di Roma e, molto verosimilmente di Gerusalemme, è stato tributato, in morte, tanto riguardo quando il suo corpo avrebbe dovuto trascorrere secondo le consuetudini del tempo dodici mesi in una sepoltura comune affinché la carne, impura, liberasse le ossa che, tornate pure, potevano essere restituite con rispetto alla famiglia? Il “riguardo” è rappresentato proprio dal telo di lino. Un oggetto di grande pregio riservato solo alla realizzazione delle tuniche dei sacerdoti per il giorno dell’Espiazione.
In questo suo ultimo studio – molto ben curato anche dal punto di vista grafico, con una preziosa appendice fotografica – Barbara Frale propone e mette nella prospettiva idonea le scoperte che sono emerse dall’uso di mezzi di altissima tecnologia applicate a quella che possiamo considerare la più famosa fra le reliquie. Chi era, dunque, Yeshua Nazarani? Una risposta definitiva non è ancora disponibile e forse non è ipotizzabile e l’obiettivo dell’autrice non è quello di additare soluzioni, quanto piuttosto di presentare lo stato degli studi corredandolo di intuizioni avvincenti.
Barbara Frale, ufficiale dell’Archivio Segreto Vaticano, studiosa delle Crociate e dei Templari, ha al suo attivo numerose pubblicazioni di pregio fra le quali ricordiamo I Templari (Il Mulino), un autentico best seller e un volume fondamentale per gli appassionati.
Barbara Frale
La sindone di Gesù Nazareno
Il Mulino, 2009
pp. 375, euro 28
Nicola Antonio de Liso
07 mag 2010 - 16:08 - #1Gesù è nato il 25 dicembre del 2 a.C., in quanto Erode il Grande non è morto il 4 a.C., come molti pensano, bensì l’anno 1 d.C. Gesù iniziò a predicare l’anno XV° di Tiberio, come Giovanni Battista, sebbene qualche mese dopo, ossia iniziò probabilmente a predicare nell’estate/autunno dell’anno 28 d.C., e quindi aveva circa 30 anni non ancora compiuti, in quanto li avrebbe compiuti il 25 dicembre del 28 d.C. Pertanto quando morì il Venerdì 7 aprile del 30 d.C., aveva circa 33 anni non ancora compiuti (li avrebbe compiuti il 25 dicembre del 30 d.C.). Su queste date ha ragione il Vangelo di Luca scritto nel 48 d.C. Sbagliano quelli che su una interpretazione sbagliata di Giuseppe Flavio, pensano che Erode il Grande sia morto nel 4 a.C.
La Sindone, secondo una suggestiva ricerca di Barbara Frale riporta non solo l’impronta di due monetine datate anno XVI di Tiberio, ossia (calcolando includendo anche il 14 d.C.) l’anno 30 d.C., ma tale data (LIS) è anche riportata su una delle scritte riportate sul libro di Barbara Frale sulla fronte di Gesù.
Nicola Antonio de Liso
nicolaantonio.deliso@beniculturali.it
Nicola Antonio de Liso
31 mar 2011 - 08:09 - #2Ipotizzo che Gesù sia nato nella mezzanotte del 25 dicembre del 2 a.C. e sia morto alla vigilia di Pasqua alle ore 15 di Venerdì 7 aprile 30 d.C., fu sepolto all’incirca alle ore 18 di Venerdì 7 aprile 30 d.C., e che la sua scomparsa dal sepolcro sia avvenuta alle ore 3 di notte di Domenica 9 aprile 30 d.C., 33 ore dopo la sepoltura e 36 ore dopo la morte.