Becky Bloomwood era ancora lontana, eppure in ‘La signora dei funerali’ secondo me c’era già quel talento narrativo messo a servizio da Madeleine Wickham (alias Sophie Kinsella) per la saga di ‘I love shopping’.
Non possiamo, questa volta, identificarci nella sua protagonista, la bellissima Fleur, che a quarant’anni suonati (e con figlia al seguito) è ancora una silfide che fa impazzire i freschi vedovi che approccia ai funerali. Fleur non è una persona ‘normale’ come Becky ( a parte il vizietto dello shopping, d’accordo).
Lei non ha una vita, ma passa il tempo a procacciarsi, appunto, uomini ai funerali. Non ha una casa, e si ‘appoggia’, fra un uomo e un altro, a casa del suo migliore amico gay, Johnny, che per sua figlia Zara è stato praticamente un padre.
Zara infatti sogna di incontrare il suo vero papà , vuole una casa ed andare in America. Ha solo tredici anni, ma è già disillusa. E odia Fleur.
Anche se non possiamo identificarci nella protagonista, dicevo, la narrazione scorre, mentre seguiamo le sue mosse sfacciate in cerca di uomini che le possano assicurare un futuro (economico) e riescano a garantirle i soldi per mandare la figlia nei migliori college inglesi.
Ma improvvisamente qualcosa si inceppa, perchè Fleur conosce Richard, vedovo inconsolabile e un po’ ingenuo, ancora innamorato della moglie Emily nonostante nel corso del romanzo si scoprirà quanto lei fosse stata dura con i suoi due figli - Anthony e Philippa - e con la sua servizievole sorella Gillian.
Fleur rimpiazza nei ricordi di Richard e della sua famiglia, l’algida Emily. Fleur è una persona di cuore, allegra, intelligentissima, oltre che un’approfittatrice (apparentemente) senza scrupoli. E qualcosa in lei cambierà , anche grazie a Zara, e alla gentilezza di Richard.
Madeleine Wickham
La signora dei funerali
Mondadori
18 euro
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