Si chiama Wimble.doc, la sua prima uscita è a disposizione gratis su internet ed è il risultato del primo torneo mai organizzato di racconti brevi a squadre. Ideata e progettata da Alessandro Milanese, Enrico Piscitelli e Alessandro Romeo, questa curiosa e molto interessante iniziativa si propone di far incontrare alcune delle svariate realtà dell’universo culturale italiano, siano esse riviste, blog, fanzine, collettivi di scrittori o chiunque volesse combattere, a colpi di racconti brevi, per vincere la meravigliosa (eufemismo, per stessa ammissione del creatore) coccarda di Wimble.
Ma qual è il motivo che ha spinto gli organizzatori a mettere in pratica questo progetto, un progetto senz’altro impegnativo, che ha visto sfilare davanti alla giuria 8 squadre che si sono date battaglia in un emozionante torneo durato due mesi? La risposta ce la danno direttamente loro:
“Per fare rete, per mettere insieme chi fa cultura, per divertirsi, per il piacere di scrivere, per conquistare lettori, per farsi conoscere, e per vincere!”
Un motivo nobile, dunque, “per fare rete”, per costruire un dialogo tra realtà che normalmente si sfiorano e che troppo spesso non si riescono a parlare, le riviste letterarie che, relegate troppo frequentemente in piccole nicchie, hanno proprio bisogno di questo, di fare rete, di unirsi, di collaborare, almeno per tentare di portare a galla il mondo sommerso della nuova narrativa italiana. Per iniziare a scoprire almeno la punta di questo enorme iceberg ignorato dalle mappe editoriali (e per sapere chi ha vinto questa prima edizione del torneo), potete scaricare gratuitamente la rivista (90 pagine a colori), in molti formati diversi, dal sito di Wimble.doc.
Via | Wimble.doc
e-
20 gen 2010 - 15:05 - #1Andrea, hai colto in pieno lo spirito della cosa [in “pienissimo”].
ciao, e grazie,
enrico
leblanc
20 gen 2010 - 17:13 - #2ciao enrico… forse mi ha aiutato a cogliere in pieno lo spirito della cosa il mio appartenere alal redazione dell’aleph, rivista di milano… sono problemi che condividiamo questi…
un saluto,
andrea