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I segreti delle piccole librerie che resistono (a Milano)

Pubblicato: 14 gen 2010 da sara

librerie

Noi di Booksblog vi abbiamo purtroppo abituato, ultimamente, a una ‘conta di morti’ per quanto riguarda le librerie italiane (e non solo, visto che anche Borders Uk e anche Fnac stanno capitolando). Ci siamo interrogati sui motivi di questa scomparsa.

Dipende anche dai lettori, abbiamo ipotizzato ultimamente, oppure dal fatto che le piccole dimensioni non premiano? E’ con piacere invece che oggi segnaliamo gli esempi di tre librerie che, come ci raccontano da Tellus Folio, riescono ancora a farcela.

Il segreto sembra risiedere nella competenza dei librai e nella capacità di creare eventi che attirino pubblico (e quindi sfocino in vendite).

E’ il caso della storica libreria milanese di via Meravigli (da cui la casa editrice Meravigli, appunto), che anzi sta per essere ristrutturata. “Sugli scaffali trovate tutto, ma proprio tutto quello che volete sapere su Milano e non avete mai osato chiedere, e pure con ampi sconti fino alla momentanea chiusura”.

O, in centro, la libreria ‘Popolare’ di via Tadino. “Chi è interessato a visitare la “Libreria Popolare di via Tadino” vi troverà del personale disponibile e preparato a guidarvi tra le ultime novità del mercato editoriale accuratamente selezionate… Ma il negozio è anche un luogo dove assistere a presentazioni secondo un ricco calendario stilato dall’appassionata opera dei collaboratori”.

In quel di Baggio troviamo invece la cartolibreria Linea di confine libri e… di Tiziana De Vecchi e Luisa Manenti, “un vero punto di riferimento culturale. Proprio nei suoi locali, infatti, ha sede l’associazione La Merceria, fondata nel luglio 2008, e ogni settimana vengono presentati testi di poesia, narrativa, storia e cultura milanese”.

“E allora, la prossima volta che vogliamo acquistare un libro, pensiamo bene dove andare a prenderlo - conclude l’articolista - Come sceglierlo. Perché questi luoghi fanno parte dell’identità della nostra città, e perderli significa smarrire una parte di noi stessi”.

Via | Tellus folio

Foto | Flickr

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • P.G.

    15 gen 2010 - 07:39 - #1
    0 punti
    Up Down

    In 9 mesi di attività, ho contato pochissimi clienti interessati alla “competenza” del libraio. Al massimo mi chiedevano se avevo letto zia mame o l’eleganza del riccio, mica chissà che. Di solito la “competenza” del libraio consisteva nel sapersi inventare un’idea regalo per persone di cui il cliente nulla sapeva (tipo: “mia suocera legge molto”. “Cosa legge, di solito?” “Non lo so, mi indichi un bel romanzo pieno di valori”).
    E’ sempre più raro, questo me lo confermano molti librai, il cliente che vuole confrontare i suoi gusti con quelli del libraio, conoscere nuovi autori, esplorare la libreria in profondità.

    Quanto alle presentazioni, per una piccola libreria sono indispensabili per sopravvivere, questo è chiaro. Ma è questione di risorse. Le presentazioni costano energie, prima che soldi. Occorre avere tempo per organizzarle, risorse, contatti, conoscenze. Molti autori chiedono centinaia di euro solo come rimborse spese, e non parlo di bestseller; d’altra parte non gli si può chiedere di venire gratis e poi fargli trovare dieci persone. Quindi bisogna fare della pubblicità…che costa. E spesso il ritorno è minimo o nullo, almeno nell’immediato.
    Ovviamente è un discorso diverso in grandi città come Milano o Roma, dove è più facile che un evento possa attirare un minimo pubblico, almeno di curiosi. In città medio-piccole, stanare 20 persone interessate a un certo autore è difficilissimo.
    L’unico motivo per cui quelle librerie di cui avete parlato resistono è che sono a Milano.

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