
La continua e inarrestabile scalata nelle classifiche di vendita degli e-book, coronata ultimamente dal grande successo delle vendite natalizie, inizia a far parlare in maniera sempre più massiccia gli addetti ai lavori del problema pirateria.
Ci risiamo: negli anni ‘80, dopo la diffusione dei videoregistratori, i produttori cinematografici denunciarono il rischio di estinzione del cinema, tra gli anni ‘90 e gli anni zero, dopo l’invenzione degli mp3, toccò ai produttori musicali allarmarsi e preannunciare il fallimento. Niente di strano, allora, se ora, appena iniziati gli anni ‘10, ora che si iniziano a diffondere gli e-book, l’industria editoriale si preoccupa, intravedendo l’estinzione dei propri guadagni stellari e la fine della letteratura.
Ma siamo sicuri che il rischio pirateria esista veramente? O meglio, siamo sicuri che la diffusione, seppur massiccia, di copie contraffatte di libri digitali possa mettere in ginocchio un sistema industriale immenso e ricchissimo come quello dell’editoria libraria? Io, in proposito, mi permetto di sollevare dei dubbi.
Sono almeno due i motivi che mi spingono a pensare che la pirateria non possa mettere in pericolo l’industria editoriale. Il primo mi viene suggerito dalla storia: come negli anni ‘80 i VHS non uccisero il cinema, anzi diventarono il primo introito delle case produttrici cinematografiche, come nei ‘90 gli mp3 non fecero fallire l’industria discografica, come ben dimostra la florida esistenza di iTunes, oggi gli e-book non faranno certamente fallire gli editori, al massimo li costringeranno a guadagnare meno.
Il secondo motivo me lo suggerisce la statistica: in un articolo pubblicato stamattina su LaStampa.it, da cui tra l’altro è nato lo spunto di questo ragionamento, Federico Semprini, parlando di questo spinoso tema, cita il caso delle vendite dell’ultimo libro di Dan Brown, Il simbolo perduto. Ebbene l’ultimo bestseller di Dan Brown, appena 24 ore dopo aver venduto uno sproposito di copie digitali via Amazon, è stato diffuso illegalmente via torrent, rapidshare ed emule, venendo scaricato oltre 100mila volte.
Anche ammesso che 100mila copie piratate siano un problema per un autore come Dan Brown (Il simbolo perduto negli States ha avuto una prima tiratura di 6,5 milioni di copie), la favola da sfatare è che ad ogni copia scaricata illegalmente corrisponda una copia invenduta, affermazione che non si può assolutamente dimostrare come vera, anzi potrebbe essere vero il contrario, vale a dire che più copie di un libro circolano sul mercato, più di quel libro se ne parla, più si attiva il passaparola, più quel libro vende. Se avete dei dubbi provate a leggervi questi due articoli, rispettivamente di Wu Ming 1 e di Wu Ming 2.
Io non credo che l’industria editoriale abbi paura dei pirati. Io credo che la verità sia che teme di veder ridimensionati i propri guadagni stellari, senza capire che l’avvento dell’editoria digitale e degli e-book in qualche anno farà aumentare la diffusione dei libri esponenzialmente, favorendo la diffusione della lettura a macchia d’olio e, contemporaneamente, consentendo l’allargamento dell’offerta grazie alla nascita di migliaia di nuove realtà editoriali indipendenti che incalzeranno le grandi concentrazioni editoriali a suon di qualità. Ma forse è proprio di questo che le majors hanno paura.
Carlo72
05 gen 2010 - 12:02 - #1La vera rivoluzione sarà quando diverrà disponibile un sistema di stampa casalinga di buona qualità e di basso costo, qualcosa che consenta di stamparsi libri di qualità paragonabile a Lulu. Allora sì!
franpomo
05 gen 2010 - 12:09 - #2Carlo72 io non ne vedo l’utilità di stamparsi in casa gli ebook, molto meglio un lettore e-book che permette di risparmiare grandi volumi di carta (nel caso uno avesse voglia di stamparsi ogni e-book prima di leggerlo)
n1ghtm4r
05 gen 2010 - 14:50 - #3bell’articolo
Elayne
05 gen 2010 - 15:13 - #4L’articolo mi sembra che affronti il problema un po’ troppo superficialmente… non credo che la situazione sia tutta rosa e fiori: il problema esiste di sicuro e non è da sottovalutare…ora sono ancora in pochi a scaricarsi gli ebook illegalmente, ma ben presto il fenomeno aumenterà esponenzialmente.
Si deve pensare che, già prima dell’avvento dell’ebook, l’indistria editoriale non scoppiasse certo di salute qui in Italia… “i guadagni stellari” che l’autore nomina riguardano solo una piccolissima parte di tutti gli editori, perchè gran parte di essi invece sono in difficoltà.
Inoltre, secondo me, non si può mettere a paragone il fenomeno ebook con quello degli mp3 o dei dvd: il download illegale di mp3 colpisce duramente l’industria discografica, ma questa riesce a far “rientrare” gran parte delle perdite grazie ai concerti…invece, del caso dell’industri editoriale, non ci sarebbe nessun “cuscinetto” che attenui i danni.
tfpeel
05 gen 2010 - 15:17 - #5ho da poco l’e-book e non potrei essere più soddisfatta…. tanto alcuni libri continuerò a comprarli…
carla giachero
05 gen 2010 - 17:30 - #6In effetti penso che l’atteggiamento degli editori sia un po’ miope…
Ma la situazione è così piena di variabili che il “veder lontano” non è facile, e non so fino a che punto la storia dell’industria musicale possa essere considerata un modello, al di là poi delle differenze di abitudini e culturali di ciascun paese.
Un editore d’avanguardia però ha scritto un articolo sul perché gli editori di libri di scuola non devono aver paura della pirateria: http://noa.bibienne.net/2008/10/08/il-falso-problema-della-pirateria/
monia
07 gen 2010 - 09:18 - #7Personalmente appena i prezzi scenderanno comprerò un e-book reader, tuttavia i libri che leggo on-line e non acquisto sono per lo più testi inglesi che non trovo nelle librerie della mia città, o libri che in versione cartacea non avrei mai comprato perché reputo spese inutili e di scarsa qualità, ma che comunque leggo per curiosità e ‘moda’. I bei libri, i buoni libri, li voglio in versione cartacea, perché adoro le copertine colorate, amo il profumo della carta e mi piace sfogliare le pagine. Penso che chi ama leggere la pensi in buona parte dei casi come me. Quindi questo periocolo non lo vedo.
hank80
16 mar 2011 - 01:54 - #8Vorrei sottolineare alcune cose.
1. gli mp3 hanno di fatto messo in ginocchio l’industria discografica, e la musica ne ha risentito qualitativamente.
2. un libro digitale scaricato E’ di fatto UGUALE a un libro digitale comprato, a differenza degli mp3 che non sono un cd e un divx che non è un dvd, quindi la voglia di scaricare libri sarebbe ancora maggiore che negli altri due campi.
3. come ha giustamente scritto Elayne se nella musica esistono concerti, merchandasing, passaggi radiofonici…nella letteratura con cosa ci si rifarebbe?
Insomma, l’editoria è a un punto unico della sua storia: quello in cui si può ancora PREVENIRE, a differenza della musica in cui si può ormai solo curare.
Ad esempio, perchè non si obbligano le aziende a produrre e-reader che leggano solo ed esclusivamente file originali? Ad esempio rendendo unico ogni lettore tramite un codice, e al momento dell’acquisto registrare il file esclusivamente a quel lettore. E’ un’idea ma se ne potrebbero pensare altre.
DruidoBianco
25 ago 2011 - 17:58 - #9Sono completamente daccordo con l’autore dell’articolo, e aggiungo anche che la pirateria dei videogiochi non ha affossato ne la nintendo, sony, microsoft o chi per loro…. che invece hanno venduto migliaia di consolle, il mercato tirato proprio dal pensiero di alcuni utenti di “integrare” quel giochino o quell’altro con una copia pirata, visto il prezzo spesso proibitivo e comunque in italia superiore a molti altri paesi esteri.
E cosa dire di microsoft, che ha smesso ormai di combattere la pirateria di windows con blocchi del sistema e aggiornamenti a raffica, un sistema non originale ha solo uno screensaver nero con una stelina blu “software non originale”, stesso dicasi per microsoft office. Eppure la microsoft non ha fallito, anzi, riceve continuamente denunce per abuso di posizione dominante sul mercato.
Apple ha risolto alla radice il problema di microsoft: l’ultima versione del sistema operativo costa sempre 30 dollari. 25 euro sono un bello smacco se si considera che la vrsione completa e non mutilata di windows supera abbondantemente i 300 euro.
Credo che sia questa la chiave per l’editoria de futuro, libri a 3 euro scaricabili direttamente dal proprio ebook. Se uno sviluppatore per iphone può permettersi di vendere le sue app ( che richiedono mesi per essere sviluppate, e poi vanno aggiornate e mantenute) a 0.79cent, credo che una casa editrice possa proporre ebook a 3 euro continuando a guadagnare, non si tagliano alberi, si eliminano i costi dei trasporti (fortemente dipendenti dal prezzo del petrolio in continuo aumento) non servono più magazzini, macchinari……il libro arriva in ogni parte del mondo con un click, e confezionarlo è semplice come scrivere un documento word.
Anche di questo hanno paura le case editrici, che l’autore si possa autopubblicare, tagliandole così fuori dal banchetto. Le case editrici sono le prime a contribuire ai bassi guadagni degli scrittori, che si sa, o sono strafamosi o non guadagnano certo un gran che……
E una vergogna vedere come in italia gli ebook abbiano un costo UGUALE alle versioni cartacee, ben che vada un 5% in meno. Comprare il libro fisico da amazon.it (spedizione gratuita) mi costa meno (molto meno) che comprare un ebook (molto meno) senza considerare il costo iniziale dell’ebook reader.
Meditate gente, qui vogliono tutti farci passare per cretini, gli italiani si sa, in qualsiasi campo vengono spremuti come limoni, dove in altri paesi la protesta (pacifica, non le piazzate) scoppia appena la popolazione fiuta l’imbroglio.