Dal libro al film: La strada. Parla McCarthy

mccarthyC'è grande attesa per la trasposizione cinematografica del romanzo 'La strada' del Pulitzer Cormac McCarthy e giustamente il Guardian prende spunto per ricostruire la nascita dell'idea alla base del libro, dando la parola all'autore stesso (definito 'il grande visionario poetico d'America')

Ed è lui stesso che racconta una scena suggestiva, alla base della sua ispirazione. Ovvero il suo risveglio, nel cuore della notte, in un vecchio albergo di El Paso (Texas) dove lui e il figlio avevano deciso di fare villeggiatura, affittando una stanza unica per entrambi.

"Mio figlio John dormiva e io mi sono alzato e mi sono messo in piedi a guardare la città fuori dalla finestra. Non si muoveva niente, ma potevo sentire il fischio del treno che passava, un suono davvero solitario. E così ho immaginato come poteva essere questa città fra 50 o 100 anni...e ho pensato a mio figlio.... Ci scrissi su un paio di pagine. Quattro anni dopo ci ho ripensato e mi sono reso conto che non erano due pagine di un libro, era un libro, e parlava di quell'uomo, e di quel ragazzo".

Il libro è stato poi preso a spunto (e anche il film lo sarà) per riflettere sui cambiamenti climatici che ci aspettano. Forse avrebbero dovuto leggerlo i grandi della terra prima del vertice di Copenhagen prima di prendere le loro decisioni. Mccarthy poi ha confermato che gli scarni dialoghi fra il protagonista e il figlio gli sono stati ispirati al suo modo di conversare con suo figlio.

Un modo molto particolare di parlare, in cui il figlio chiede al padre sicurezze indispensabili in un contesto così atroce, di pura sopravvivenza. Come questo:
Papà noi non mangeremo nessuno vero?
No. Noi non mangeremo nessuno.
Per nessun motivo?
Per nessun motivo.
Ok. Perchè noi siamo bravi ragazzi.
Si. Lo siamo.

Via | Guardian

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