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Il Natale e la crisi delle librerie. Il caso di 'Liberi di leggere'

Pubblicato: 17 dic 2009 da sara

liberi di leggereLe previsioni degli analisti dicono che il libro sarà uno dei regali preferiti dagli italiani per il 2009 e questo ridarà una boccata d’ossigeno e librai ed editori. Ma non per tutti queste saranno feste all’insegna dell’ottimismo.

“La mia libreria indipendente dopo questo Natale sarà costretta definitivamente alla chiusura: per me questo Natale rappresenta, più che una boccata di ossigeno, la speranza di un’eutanasia il più indolore possibile”. A dirlo a Booksblog è Paolo Graziani, della libreria ‘Liberi di leggere’, a Marina di Massa.

Per il resto secondo Graziani “dietro il successo del libro come oggetto da regalare, c’è soprattutto il drastico calo del potere d’acquisto degli italiani”. “Con meno soldi a disposizione - continua - il libro è uno dei pochi oggetti che consente di fare bella figura, spendendo pochissimo. Insomma a me non pare nè un segno di maggior interesse per i libri, nè un bel segno per il commercio in generale”.

Che tipo di libreria è la sua ?
“Siamo una piccola libreria generalista, in una località balneare che ha 17.000 residenti, che d’estate diventano anche 40-50.000. Il cliente tipo nel periodo invernale è un lettore appassionato, d’età medio-alta, quasi sempre donna; abbiamo molta saggistica e guide, ma questo tipo di cliente legge prevalentemente romanzi, soprattutto rosa o gialli tradizionali; si tratta di clienti fedeli, con cui si instaura un rapporto di conoscenza personale. D’estate, il pubblico è più variegato e giovanile, e il rapporto è per forza di cose più estemporaneo e superficiale”.

Cosa acquistano i suoi clienti per Natale?
“Indubbiamente i libri più acquistati divengono i rilegati, in generale, e i libri per bambini. Più nel dettaglio, oltre alle ovvie strenne di Natale (Vespa, Volo, Dan Brown), sto notando un forte interesse per i titoli di ambito religioso, ad es. il libro di Brosio su Medjugorie, i libri del cardinale Martini, libri su Padre Pio, Gesù etc. ”

Consiglio per gli acquisti natalizi: cinque romanzi e tre libri per bambini che lei consiglia di regalare per questo Natale.
“Fra i romanzi, consiglierei “Altai”, il nuovo, robusto libro di Wu Ming; “Viaggio di nozze a Teheran”, splendido ritratto di una realtà molto più vicina di quanto crediamo; “Il ladro di anime” di Fitzek, una sorprendente scoperta nel mondo del thriller; “Battle royale”, un classico giapponese di stile orwelliano finalmente edito in Italia; “Lo spazio bianco”, di Valeria Parrella, per esplorare il sentimento della precarietà”.

E per i più piccoli?
“Un bel libro di canti tradizionali, “Marcondirondello”, accompagnato da cd; “Il mio Pinocchio”, illustrato da Nicoletta Costa, e in generale tutti i libri illustrati da Nicoletta Costa; e per i più grandicelli, i libri di Roald Dahl, nella collana degli Istrici Salani, che sono sempre divertentissimi”.

Per concludere, non possiamo che lanciare un appello: se abitate nei dintorni, fateci un salto, e fate scorte di libri da loro. Chissà che non possano cambiare idea e decidere di rimanere aperti. Noi glielo auguriamo. Fateci sapere se ci avete fatto un salto.

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • sergiocima

    17 dic 2009 - 14:58 - #1
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    Se il successo del libro regalato è dovuto al calo del potere d’acquisto vuol dire che i libri non sono più quella meta a cui arrivare col sudore né quel crogiolo di preziosità una volta appannaggio di chi aveva più ricchezza.

  • P.G.

    17 dic 2009 - 17:24 - #2
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    Beh, che i libri non siano un oggetto aristocratico, d’elite, è da un po’, diciamo da quando un certo Gutenberg ha inventato i caratteri mobili per la stampa: ancor più da quando esistono i tascabili,poi.
    Io però intendevo dire un’altra cosa: cioè che la tendenza, che pare in aumento, a regalare libri anzichè altre cose, non nasce da un incremento di cultura o di interesse per la lettura, ma verosimilmente dall’esigenza di regalare qualcosa di “durevole” e di “valido”, magari anche “bello”, a un prezzo ridotto. Cosa si può comprare, oggi, con 15-20 euro? Quanto a vestiti, a quel prezzo solo roba cinese. Una borsa nemmeno a parlarne. Bigiotteria, solo della peggior specie. Forse una mutanda senza reggiseno. O un pigiamone ridicolo. Un portachiavi?Un fermacravatte, ovviamente economico? Un set di due tazzine senza piattini? Questo intendevo dire….a quel prezzo, come regalo per adulti, il libro non ha paragoni.

  • Profilo di franpomo

    franpomo

    18 dic 2009 - 14:27 - #3
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    P.G. ti quoto in pieno

  • Profilo di blogattelle

    blogattelle

    18 dic 2009 - 21:30 - #4
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    certo che per vedere andar via “il libro di Brosio su Medjugorie, i libri del cardinale Martini, libri su Padre Pio, Gesù etc.” forse è meglio chiudere… -scusa la provocazione, ma non bastasse l’invasione di simili amenità su tutti i media -ogni volta che il papa emette un verbo giornali e tg hanno la prima notizia assicurata e spazio illimitato dedicato, e messe e telepace e speciali…: non sono lettori -sono mostri!

  • In Cold Blood

    19 dic 2009 - 20:44 - #5
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    Quoto Bloggattelle. Meglio pochi libri e pochi lettori che ’sta roba. Anche se 40 anni fa i “best seller” erano Lolita e Il lamento di Portnoy.. che tristezza! :)

  • P.G.

    19 dic 2009 - 22:41 - #6
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    Purtroppo i libri a sfondo religioso - e non parlo di grandi teologi, ma di Sandro Mayer, Socci, Brosio - sono ai primi posti di tutte le classifiche di vendita, per quanto riguarda la saggistica. In alternativa, la saggistica che si vende a Natale è Vespa, e solo Vespa.

    Non vi fate illusioni, non è una caratteristica della mia libreria, i libri più venduti in questo periodo sono Fabio Volo, Dan Brown, e se proprio va bene il nuovo di Ammaniti.
    Ma a me andrebbe benissimo, se ne vendessi a sufficienza. Una libreria, per potersi permettere il lusso di tenere 250 libri di filosofia o 300 di psicologia - come ho provato a fare - deve per forza muovere un bel po’ di copie di bestseller. Fatto sta che qui invece per vendere due dozzine di Dan Brown c’ho messo due mesi, e pure con gli sconti. E questo grazie alla concorrenza del supermercato.

  • Profilo di blogattelle

    blogattelle

    20 dic 2009 - 17:36 - #7
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    per carità: illusioni?, chi se ne fa piú, e da un bel pezzo oramai… -la situazione che descrivi è tristissima e se qualcuno di noi fosse in possesso della soluzione sarebbe già consulente in pianta stabile di tutte le piccole librerie pagato a peso d’oro; in realtà l’unica cosa che mi viene in mente è che al supermercato non trovi don chisciotte o morte a credito, vita di dante o il maestro e margherita, e finché la moda riguarda umberto eco -transeat, co’ volo e vespa siamo veramente nella … fin sopra la testa; se non altro la butterei sulla vendetta cazzeggistica, mettendo sotto la sovracoperta del libro di brosio fa’ conto -quant’è porca la ragazza che del … mai non è sazia-

  • Profilo di adhara

    adhara

    24 dic 2009 - 15:15 - #8
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    Se posso esprimere un parere, ormai tutto segue una moda. Si comprano i libri di autori noti, semplicemente per fare bella figura oppure per “ignoranza” e pigrizia, perchè non si ha più voglia di andare a stanare quei libri anche di autori poco conosciuti, molte volte splendidi. Un altro problema è che il piacere del leggere un buon libro ormai non viene più valorizzato tra i ragazzi e spesso viene sostitutito dallo sfruttamento della tecnologia (conosco chi i libri li scarica da internet). Però, io mi chiedo perchè. Perchè non si riesce più a direzionare i ragazzi a leggere i libri? Secondo me, se giovani e adulti ritrovassero il piacere di sfogliare le pagine e scoprire sempre nuove emozioni che solo questi ci sanno dare, nessuna libreria sarebbe costretta a chiudere.

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