Libri per capirsi. Intervista a Rosella De Leonibus, direttrice della collana Alfabeti per le emozioni

Alcuni titoli della collana Alfabeti per le emozioni

Cittadella Editrice lancia una nuova collana: Alfabeti per le emozioni. Ogni volume presenta un'emozione ed è trattata da specialisti. Finora sono stati pubblicati i titoli: D come dolore, P come piacere e anche P come paura, R come rabbia. La collana è diretta dalla dottoressa Rosella De Leonibus, psicoterapeuta ed autrice di alcuni saggi (Psicologia del quotidiano, Cose da grandi. Nodi e snodi dall'adolescenza all'età adulta)

Abbiamo rivolto alcune domande alla dottoressa De Leonibus, sia sulla collana in sé, sia su come nasce e si dirige una collana editoriale.

Come nasce la collana “Alfabeti per le emozioni”? A chi si rivolge? Quale il piano editoriale?
Questa collana nasce da un bisogno che sempre più frequentemente emerge: quello di conoscere e capire meglio le manifestazioni delle emozioni, la loro origine, le loro “ragioni”. Ci rivolgiamo a genitori, educatori, operatori sociali, e a tutte le persone che vogliono capire meglio se stesse. Abbiamo scelto di trattare per prime alcune emozioni che vengono definite "primarie", quelle di base, e proseguiremo con le emozioni più sfumate, più elaborate, quelle che si avvicinano al campo delle espressioni umane denominate anche “sentimenti”.

P come paura di Rosella De LeonibusIn base a quale criterio vengono scelte le “emozioni” che poi faranno parte della collana? E gli autori?
Per gli autori abbiamo seguito un criterio di professionalità, ci siamo rivolti a colleghi che lavorano nel campo psicoterapico, educativo e riabilitativo, professionisti che operano continuamente ogni giorno con le emozioni proprie e degli altri. Abbiamo scelto un linguaggio colloquiale, non accademico, che avvicini il lettore mediante esempi e riferimenti alla vita quotidiana.

Secondo lei, gli uomini e le donne di oggi, sanno esprimere le proprie emozioni o c'è bisogno di una nuova alfabetizzazione in merito?
Viviamo in un mondo che oggi oscilla tra due estremi. Da un lato la comunicazione mediatica, che enfatizza l'espressione delle emozioni fino al parossismo, fino all'estremo del “kitch”. Dall'altro lato una sorta di analfabetismo di ritorno per quel che riguarda la competenza ad esprimere e gestire le emozioni, con la conseguenza che spesso le persone si sentono alterate e non riescono a leggersi dentro, a cogliere il significato e l'utilità di quel che stanno vivendo dentro di sé. Il risultato è un appiattimento della gamma delle esperienze emozionali, che vengono vissute solo negli estremi. C'è bisogno di un serrato lavoro di ri-alfabetizzazione, a partire dai contesti educativi, fino agli ambienti relazionale adulti.

Può un libro aiutare a conoscersi meglio?
Un libro è un interlocutore. Tutti conosciamo l'esperienza stupenda che abbiamo certamente vissuto quando in un libro abbiamo trovato proprio quelle parole che ci “leggevano dentro”. È come un nodo che si scioglie, una nebbia che si dissipa. A volte in un libro possiamo specchiare anche parti oscure di noi stessi. Naturalmente non vale solo per un saggio, anche un romanzo, un racconto, hanno questo forte potere.

Rosella De Leonibus scrittrice e Rosella De Leonibus direttrice di una collana editoriale: che differenze ci sono?
Le differenze sono grandi. Con lo scrivere, si è a tu per tu con il tema, e con interlocutori invisibili, sconosciuti, ma si resta protagonisti della comunicazione. Con la collana editoriale ci si raffronta con colleghi in carne ed ossa, con i diversi stili di scrittura, le diverse angolature secondo cui un tema può essere declinato, e si fa un esercizio di decentramento mentale: come vedrà questo tema il tale o tal'altro collega? Quali aspetti considererà rilevanti? È un dialogo, delicato o potente, con dentro una quota ineliminabile di indefinitezza. Ma è questa l'avventura!

Quali sono le sue letture preferite? O, se preferisce, quale libro non leggerebbe mai?
Leggo racconti, romanzi, saggi, poesie, sono veramente onnivora. E seguo più libri contemporaneamente, non uno alla volta.

Si avvicina Natale: può consigliare ai nostri lettori tre libri che potrebbero essere regalati?
Andar per fiabe di Silvana Sonno mi è particolarmente caro, è un libro sorprendente, agile e pieno di stimoli. Poi suggerirei di regalare qualcosa dell'ultimo Calvino, Il castello dei destini incrociati, per esempio, per la struttura narrativa, così vicina alla complessità del mondo contemporaneo. Infine La terrazza proibita. Vita nell'harem di Fatima Mernissi, è carico di una forza e di una speranza che possono stimolarci ad uscire dai nostri orizzonti culturali.

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