Boris Pahor narra di una primavera difficile

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Boris Pahor narra di una primavera difficileÈ la primavera, con la sua forza dirompente e con tutte le difficoltà del risveglio, che permea il romanzo Una primavera difficile di Boris Pahor edito da Zandonai. Forza e rigoglio rese plasticamente anche dalla bellissima immagine di copertina (Cose che accadono # 44 di Alessandra Spranzi): due mani che, tra la I e la IV di copertina, reggono un ramo di ciliegio. O lo spezzano? È in questo gioco tra il nascere e l’uscire da se stessi che si sviluppa il romanzo di Pahor.

Il treno correva rapido nella pianura olandese dondolando con incredibile dolcezza sulle sue molle. Una dolcezza quasi eccessiva per loro, che non erano abituati a una simile comodità e che, per la maggior parte, non erano nello stato d’animo di poterla godere […] Sedeva accanto al finestrino. Dapprima era rimasto disteso, con le gambe allungate sotto il sedile di fronte; abbandonandosi allo stordimento di quel dondolio ovattato il corpo riposava. Poi, quando erano comparsi i mulini a vento, si era messo a sedere; un movimento automatico dettato dalla meraviglia per le rare casette di contadini lungo il binario […] Cercava in esse i segni della storia umana, l’immagine della vita che i veri uomini avevano continuato a vivere durante la sua assenza; la cercava con occhi stanchi e increduli (pagg. 3-4)

Siamo nel maggio del 1945, il 4 maggio per la precisione, e Radko Suban, reduce dai campi di concentramento nazisti, per guarire dalla tubercolosi è destinato ad un sanatorio vicino Parigi. Un viaggio, quindi, simboleggiato dal treno con cui si apre il romanzo. Ma non tanto – o non solo – un viaggio fisico, quanto un viaggio di guarigione nei confronti della vita, nei confronti della storia umana prima e della propria storia dopo. Un viaggio in attesa, come la natura che attende la primavera che scoppia, anche se a volte sembra difficile che il miracolo della vita si compia. E, con la vita, sboccia l’amore. Un testo denso, narrato con maestria da Boris Pahor. Un testo che si legge d’un fiato e, per quel che mi riguarda, andrà tra i libri più belli che ho letto in questo 2009.

Boris Pahor
Una primavera difficile
Zandonai, 2009
pp. 333, euro 18

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