Si celebra oggi la Giornata Mondiale contro l’AIDS. Il tempo che passa tende a far dimenticare la presenza di questa malattia contro la quale non bisogna mai abbassare la guardia. Dal punto di vista editoriale diverse sono le pubblicazioni sul virus HIV/AIDS uscite nel corso di questo 2009: alcune sono specialistiche, altre più moralistiche.
Interessante il saggio dall’ampio respiro I dardi di Apollo. Dalla peste all’AIDS, la storia scritta dalle pandemie di Giuseppe Pigoli ed edito dalla UTET in cui si guarda alle pandemie come elementi che influenzano la storia. Molte malattie, infatti, sono state quasi “preparate” da alcuni eventi naturali o sono venute fuori quando vi erano idonee condizioni sociali, economiche e culturali.
Cesare Cavoni e Renzo Puccetti hanno pubblicato, per i tipi della Fede & Cultura, un libro dal titolo Il Papa ha ragione! L’Aids non si ferma con il condom. Partendo dalle polemiche dello scorso marzo a seguito delle dichiarazione di Benedetto XVI sull’uso del condom come mezzo di prevenzione dell’AIDS, gli autori sostengono che “il profilattico non solo non è la soluzione dei mali del continente africano, ma addirittura che la distribuzione a pioggia di preservativi porta a condotte che aggravano ancora di più il problema”. Dal canto nostro sappiamo benissimo che il condom non è certo la soluzione ai problemi dell’Africa, ma negare che serva a combattere l’AIDS mi sembra una pia illusione.
Sempre a proposito dell’AIDS in Africa segnalo il primo volume della collana Afriche e Orienti a cura di Arrigo Pallotti che ha come titolo proprio Aids, povertà e democrazia in Africa. Il testo – edito dalla casa editrice Aiep della Repubblica di San Marino – è in italiano, inglese e swahili e presenta vari interventi.
La Comunità di Sant’Egidio ha pubblicato, con Leonardo International, Dream. Curare l’Aids in Africa. Dream è un acronimo (Drug Resource Enhancement against AIDS and Malnutrition) ma è anche un programma – nato in Mozambico e diffuso in altri paesi africani – alla cui base c’è l’idea che gli abitanti dei paesi del sud del mondo debbano essere trattati come quelli del nord.
P.G.
01 dic 2009 - 11:02 - #1E’ una questione di principio: secondo la Chiesa e chi la difende, i popoli africani vanno EDUCATI a condotte più sane, che secondo la Chiesa e chi la difende sono la castità, l’astinenza, il sesso solo genitale, solo monogamico, solo matrimoniale e solo riproduttivo. Ergo il preservativo sarebbe - in questa logica - DISEDUCATIVO.
Poi c’è chi invece pensa che gli africani siano capacissimi da soli di decidere come gli piace fare sesso. E che il nostro compito etico possa essere, al massimo, quello di aiutarli a non ammalarsi, o a curarsi dalle malattie che prendono e scambiano fra loro.
Ergo, in questa logica, i preservativi sono utilissimi, così come sono indispensabili prevenzione e cure mediche facilmente e gratuitamente disponibili. Entrambe le cose però non vengono fatte, perchè i paesi occidentali - in primis la cattolicissima e crociata Italia - se ne fregano dell’Africa, e spendono i soldi per regalare privilegi alla Chiesa Romana(esenzioni ICI, otto e cinque per mille, professori di religione pagati dallo stato etc.). Quanto spende l’Italia per sostenere i programmi contro l’Aids in Africa?