L’Associazione Librai Italiani (ALI) ha redatto il Manifesto delle Librerie Indipendenti che sta girando per librerie e lettori. Il Manifesto, nel prendere coscienza che molte librerie indipendenti stanno chiudendo, mette in risalto alcuni aspetti pratici sul prezzo dei libri, questione che su Booksblog abbiamo dibattuto altre volte.
Le librerie indipendenti devono fare i conti con costi di gestione sempre più alti, ma soprattutto con gli sconti indiscriminati sul prezzo di copertina, che è stabilito dall’editore, praticati dagli altri operatori del settore, le catene editoriali e la Grande Distribuzione Organizzata: i margini diventano ogni giorno più esigui. Il libraio indipendente che, per rimanere sul mercato, decide di aderire alla logica degli sconti, finisce per soccombere ad essa. Se non accetta di svendere i libri, una parte dei clienti lo abbandona. La libreria, in un verso o nell’altro subisce un danno irreversibile. A volte sopravvive a stento, sempre più spesso abbassa definitivamente la serranda. Gli esempi sono numerosissimi in tutta Italia. Si sta assistendo ad una vera e propria desertificazione culturale, con larghe zone della provincia italiana totalmente prive di librerie, laddove storicamente avevano svolto un ruolo fondamentale di servizio alle famiglie e alla comunità.
Da qui l’idea di una legge sul libro che, come in altri Paesi dell’Unione Europea, preveda la semplice regola del prezzo fisso. Stando agli studi, infatti, la regolamentazione dell’offerta di sconto sul prezzo di copertina contribuisce a mantenere stabile il prezzo dei libri e aiuta le librerie indipendenti, a vantaggio dell’informazione libera.
Che ne pensano i lettori di Booksblog? La politica del prezzo fisso è buona per il libraio, ma lo è anche per il lettore?
Foto | DesheBoard
Un lettore
20 nov 2009 - 09:08 - #1Tutto ciò che è scritto in questo articolo, e nel manifesto, è vero: la realtà è desolante e sono necessari degli interventi decisi per modificarla, a favore di una libera circolazione di idee. Bisogna aggiungere però a mio avviso due elementi per arricchire il quadro e informare i lettori di questo blog: 1) i prezzi dei libri sono alti e inaccessibili a molti, quindi se se ne valora propugna la difesa e la diffusione, bisogna per prima cosa convincere le case editrici ad abbassarli (non so qual è il margine di guadagno che da ogni libro ricava un libraio, ma se contemporaneamente si elimina la concorrenza “sleale” della grande distribuzione, qualche vantaggio dovrebbe comunque esserci, in seguito all’aumento del numero dei lettori); 2) esistono librerie indipendenti gestite male, arretrate, povere per quanto riguartà la varietà e la quantità dei titoli offerti, nelle quali i libri sono tenuti in modo da essere irraggiungibili per l’acquirente; 3) mi sembra davvero difficile regolamentare le vendite, promozionali e non, di libri su Internet (delle quali comunque non ho mai usufruito, anche perché prima di acquistare un libro lo devo toccare, annusare, etc.).
Io riproporrei il problema evidenziato alla fine del manifesto (e, ieri, dai dati del Censis), sulla diminuzione dei lettori in Italia, non solo parlando del problema della chiusura delle librerie indipendenti, ma partendo dai diritti del lettore. Spero che tutti i librai e le case editrici sappiano unirsi nell’affrontare il problema, e non soltanto in occasione di una manifestazione in difesa della propria esistenza, o in occasioni più amene.
robo_libri
20 nov 2009 - 09:53 - #2Ciao Un lettore. I problemi che segnali sono reali e tutti veri. Alla fine è un cane che si morde la coda: i prezzi sono alti, i lettori non comprano, le libreria abbassano i prezzi, i lettori vanno dalle librerie che fanno maggiori sconti e l’editore alza il prezzo per evitare che uno sconto troppo alto gli arrechi danni… e così si ricomincia… Personalmente non saprei dire quale sia il nucleo del problema: ognuno adduce le proprie motivazioni, tutte valide…
P.G.
20 nov 2009 - 09:53 - #3Il margine di guadagno del normale libraio indipendente(non della GDO o delle librerie di catena) è del 30% lordo, ovvero del 26-27% effettivo: questo è quanto applicano i grossisti o i distributori tipo Fastbook, salvo rarissime campagne promozionali (in cui applicano qualche sovrasconto: ovvero il 5% in più, di solito: al massimo si arriva, che so, a una fornitura di tascabili o libri per ragazzi col 35% di sconto).
Ciò detto, la mia l’ho già detta altre volte, in questo forum: i prezzi dei libri sono diventati alti proprio a causa delle politiche di sconto selvaggio e della mancanza di regole sulle rese(i librai possono rendere liberamente i libri. Ma questo è un costo per editori e distributori). Occorre VIETARE gli sconti e ridurre entro certi limiti il diritto di resa(che so, limitarlo al 10-15% dell’acquistato).
Solo così si possono far sopravvivere le piccole e medie librerie, che poi concretamente sono le librerie “di vicinato”, quelle che operano nelle periferie, nei quartieri poco abitati, nelle cittadine piccole e medie. Quelle che puoi raggiungere a piedi, quelle in cui trovi sempre lo stesso libraio, che diventa un amico e un consigliere.
Insomma, quelle che hanno ancora un volto umano.
La mia piccola libreria - uccisa dagli sconti fissi del 30% praticati dal vicino supermercato, e del 15% praticato dalle poste centrali adiacenti - chiuderà dopo Natale.
G N
20 nov 2009 - 11:19 - #4Mah… contano di proporre una legge simila in tutti gli altri campi o solo i libri diventeranno una fascia protetta per i negozianti?
Sia chiaro, mi dispiace per le librerie indipendenti ma non vedo dove sia la differenza nei confronti per esempio dei negozi di generi alimentari che da decenni lottano contro i supermercati in grado di offrire prezzi bassissimi e sconti inauditi.
Se la “legge del mercato” vale per gli altri esercizi, al fine di abbassare i prezzi per il consumatore, allora che valga anche per i libri. Con tutta la mia simpatia verso le librerie, sia ben chiaro, ma come soffrono loro soffrono tutti gli altri tipi di negozi indipendenti in lotta con le grandi distribuzioni.
P.G.
20 nov 2009 - 12:30 - #5Ovviamente il problema della concorrenza della GDO incide anche sugli altri negozianti. Tuttavia c’è da capire se comprare la carne o comprare dei libri sia la stessa cosa. Ovvero: è indispensabile, per una città, avere un macellaio?E’ indispensabile avere un’ortofrutta?E’ indispensabile, o almeno utile, avere una piccola libreria?
lordmax
20 nov 2009 - 13:30 - #6Quello che mi chiedo è:
Perché si chiede sempre di intervenire per proteggere e mai per innovare?
Le librerie indipendenti chiudono solo se non sanno adeguarsi ai tempi.
Bloccare la politica degli sconti significa togliere alla gente comune, che deve prima arrivare a fine mese e poi comperare dei libri, la possibilità di acquistare libri.
Grazie.
E’ già fallita per la musica, sta fallendo per i film quindi giustamente facciamolo anche per i libri.
Non c’è proprio speranza che le persone imparino a vedere la realtà delle cose?
Sempre tutti a proteggere il proprio orticello.
bravi.
i miei complimenti.
In questo modo non ci sarà altra soluzione che aumentare il giro dei libri digitali illegali.
Molto intelligente, davvero molto intelligente.
P.G.
20 nov 2009 - 16:13 - #7Lordmax….non hai capito niente. Ma ti capisco. Sei abituato a comprare con lo sconto…e non capisci che lo sconto comporta NECESSARIAMENTE un prezzo del libro più alto. I prezzi aumentano a causa degli sconti. Ma tu guardi il dito e non vedi la luna.
Elayne
20 nov 2009 - 17:39 - #8Sarei d’accordo con la politica del prezzo fisso solo se dimezzasero i prezzi attuali,perchè se invece vogliono mantenere i prezzi attuali,allora - come ho già detto - non posso che essere contraria.
Mi dispiace per le librerie che chiudono,ma mi dispiace ancor di più per me che sono costretta a spendere cifre altissime per l’acquisto di libri ( e ci sono pure costretta,all’acquisto,perchè dove abito non ci sono biblioteche,quindi a maggior ragione!)
P.G.
20 nov 2009 - 18:14 - #9Cifre altissime, Elaine.Costo medio dei libri: 9 euro per quelli tascabili, 16-17 euro per quelli rilegati. Questo nella mia libreria, al lordo di qualsiasi sconto(che io cmq ho sempre praticato, ai clienti fedeli, almeno col 5-10%).
Me lo immagino, che questi siano davvero costi altissimi, insostenibili. Infatti vedo tutti andare in giro vestiti di stracci, con telefonini da 20 euro e i capelli in disordine.
franpomo
21 nov 2009 - 11:31 - #10@P.G. Ormai non c’è verso di fartelo capire, quei prezzi per chi come me studia sono altissimi.
P.G.
21 nov 2009 - 16:50 - #11Franpomo, credi che io non abbia studiato?Anche per me sono (stati)prezzi alti. Ma non è con la politica degli sconti, che i prezzi scenderanno. Stamane mi sono accorto, ad es., che New Moon della Meyer è stato alzato da 17,50 a 19 euro. Ovvero, quasi il 10% di aumento. Che neutralizza, praticamente, lo sconto eventualmente praticato dal supermercato o dalla libreria di catena.
Lo vedete?Ho centinaia di esempi simili da farvi. Proprio mentre fioccano gli sconti, i prezzi dei libri continuano a salire. Possibile che non capiate che le due cose sono collegate?
Ivan Maurice
23 nov 2009 - 15:35 - #12P.G. scrive: “Proprio mentre fioccano gli sconti, i prezzi dei libri continuano a salire. Possibile che non capiate che le due cose sono collegate?”.
Sì, lo capisco.
C’è una grossa fetta di persone che compra solo i libri scontati e tralascia le novità a causa del prezzo elevato.
Mi spiego: adesso compro quello che trovo con lo sconto e fra due anni, appena mi metteranno in sconto i titoli attuali, comprerò questi libri con lo sconto che pianificheranno.
Quindi, se alzano i prezzi dei libri attuali per sostenere gli sconti su volumi leggermente più datati, a me (a migliaia di persone) cosa cambia?
Ho tutto il tempo di aspettare gli sconti sulle novità. Anche se fossero 2 anni o 3 o 4.
Nel frattempo sai quanti libri avrò da leggere, comprati con lo sconto!
lordmax
24 nov 2009 - 20:47 - #13Mio caro PG ti assicuro che capisco benissimo il mercato editoriale italiano… non a caso ne sono fuggito. ^__^
Sai la cosa che invece non capite voi amanti dell’odore della carta?
Non capite che è tempo di cambiare.
cambiare o morire, come i dinosauri.
Sai qual’è l’azienda che opera nell’editoria con il più alto tasso di crescita degli ultimi tre anni? La Simplicissimus Book Farm… e fa editoria digitale.
Sai chi è il maggior venditore di libri al mondo? Amazon e sai qual’è il suo mercato privilegiato? Il mercato digitale.
Sai cosa accadrà a tutti questi fantastici editori che guardano il digitale con disprezzo? Li vedremo tutti piangere miseria e cercare fondi statali… ovvero nuovi balzelli per noi che le tasse le paghiamo e, quando non avranno più nulla da mungere si convertiranno tutti al digitale… nel frattempo le librerie che si lamentano della politica degli sconti invece di guardare fin d’ora oltre saranno chiuse.
Mi spiace per le librerie che chiuderanno ma francamente io come utente continuo a comperare libri cartacei in edizione economica e scontati perché i soldi non me li regalano. E passo a comperare sempre più libri in digitale perché anche lo spazio in casa non è gratis.
Giorgio Librerie del Mare
04 dic 2009 - 01:18 - #14In questi interventi leggo sempre gli stessi luoghi comuni propagandati da anni. Innanzitutto l’alto prezzo del libro. Nel 1700 avere in casa un libro equivaleva al possedere una Ferrari oggi. Da quei tempi ad oggi il costo del libro in rapporto al generale costo della vita è progressivamente diminuito, anche dall’avvento dell’euro. Infatti in tempi di crisi il libro si vende di più rispetto ad altre merci. Questa è la ragione per cui lo scorso Natale il libro ha avuto una particolare performance positiva. Se il libro costasse così tanto poi ci sarebbero le biblioteche pubbliche. Ma non c’è verso: è un ragliare di asini assordante, in particolare di chi compra ai propri figli cellulari e playstation da rabbrividire.
Ho parlato di merci perché vorrei introdurre gli altri due luoghi comuni: il prezzo imposto e l’esenzione IVA.
Il primo agirebbe da calmiere e favorirebbe la diffusione della cultura. In realtà favorisce solo la chiusura delle librerie indipendenti che sempre più vengono espulse dal centro della città perché non possono permettersi l’alto costo degli affitti. E poiché il lettore s’incuriosisce, si ferma e acquista solo se il libro glielo schiaffi in faccia, ecco che il prezzo imposto significa un limitare la libreria indipendente d’alto e esporla ad una concorrenza sleale dal basso. I centri commerciali e le librerie di catena, che pure si avvantaggiano di un accorciamento sleale della filiera del libro (leggi Feltrinelli Editore-PDE-Librerie Feltrinelli: puro totalitarismo culturale ed economico), sanno come mostrare e vendere al consumatore il proprio prodotto.
Infine l’esenzione IVA: forse che il libro è più importante che il mangiar sano e genuino (Iva al 20%), che il sentire della buona musica (IVA la 20%), che fare un bel viaggio?
In realtà l’IVA assolta alla fonte dall’editore nasconde una colossale evasione perché non c’è nessuno che accerti più la tiratura di un libro e ne certifichi il costo di copertina. Volete una prova? Eccola: Eclipse di Stephanie Meyer Codice EAN: 9788876250361 (quindi stessa edizione) ha avuto negli ultimi due anni una variazione di prezzo di copertina da 18,50 agli attuali 19,50 euro.
Perché a questo punto non liberalizzare il prezzo del libro e pagare il sano 20% di IVA come tutti i produttori e rivenditori onesti di questo paese. E’ naturale che se acquisterò lo stesso titolo nella Galleria in piazza del Duomo a Milano lo pagherò di più che a Sant’Elia a Cagliari.
Ma non ci sono Santi!
In particolare è veramente encomiabile il comportamento dell’ALI. Non solo perché questo spazio di discussione è sponsorizzato dalla Webster, Hoepli ecc., tutte entità che avvantaggiano moltissimo le librerie indipendenti, ma perchè in Sardegna in collaborazione con la Confcommercio hanno promosso una petizione fra i librai per la defiscalizzazione dello scolastioco. Cioè non hanno chiesto la demolizione di un sistema distributivo costoso, obsoleto e oligopolista che si traduce in un salasso per le famiglie e in una umiliazione per i librai. No, hanno chiesto la defiscalizzazione. Sai quanto interessa questa ulteriore burocratizzazione alle famiglie e quanto invece a queste case editrici parassite?
Grandi!!
ALX3
09 mar 2010 - 10:53 - #15Non deciderei come “Il piccolo libraio di Archangelsk” (George Simenon) all’interno della sua comunità, eliminando il fattore, che gioco forza, aveva evidenziato le crepe di un sistema, non più comunità, ma ritornando a dare sicurezza ai piccoli librai, non scompariranno le crepe, non scomparirebbe “Gina” e non scompariremmo quelli che ci crediamo: si al prezzo fisso.