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Fragilità indistrutibili: ossimori di Chiara Montenero

Pubblicato: 15 nov 2009 da roberta

fragilità“La scrittura è il mio tempo migliore, la mia necessità, il mio indispensabile; non riesco a ricordare un momento recente o passato esente dal vizio di scrivere. Ho scritto sempre: per me e per chi mi è accanto, senza mai ipotizzare un futuro di poeta-scrittore-giornali-
sta-sceneggiatore, eppure è successo. Grazie ad Alberto Bevilacqua e a Carmine Benincasa”, racconta Chiara Montenero, ritenuta da molti la nuova regina dell’ossimoro.

“Il primo mi ha “imposto” di scrivere poesia perché (a parer suo!) avevo un talento innato, e per diritto di appartenenza alla specie dei “Poeti”; il secondo, invece, mi ha voluta giornalista per il mio modo di raccontare (a suo giudizio!) in maniera nuova e raffinata la realtà. Di certo la mia scrittura è cresciuta con me, è maturata. Ma le mie emozioni sono rimaste identiche a sé stesse.

“L’Ossimoro? Mi appartiene già nel mio nome” - risponde Chiara Montenero, continuando - “ai tempi dell’università un professore, in sede di esame, mi disse che il mio nome “è” La Divina Commedia: il monte, il Purgatorio, da un lato le tenebre e dall’altro la luce. Il mio destino era dunque già scritto… Io credo che il solo modo per superare il dubbio, l’antagonismo, il dilemma, sia proprio di accettare e risolvere le differenze in uno spazio neutrale, in un’interlinea anomala in cui gli opposti si riconciliano e si risolvono in una stessa visione immaginifica della vita dove ogni incoerenza può essere coerente a sé stessa: è questo il luogo della mia poesia”.

Se siete tra i tanti che pensate alla vita come un ossimoro “e la poesia, specchio della vita, non può che ricorrere all’ossimoro per essere sé stessa”, sappiate allora che l’editore Kimerik ha dato voce alle vostre “Fragilità indistruttibili”, una raccolta di poesie dedicate all’impero affettivo. Scagli la prima pietra chi non ha provato il sentimento di amore e di lontananza; il sentimento di desiderio e di abbandono; il sentimento del mistero della passione e quello dell’indifferenza. Impulsi resi mediante parole che sembrano darsi le spalle, ma vogliose di piegarsi al confronto.

Contrasti tra parole, ossimori e poesie, odi, proclami, pensieri in libertà come la poesia di Chiara Montenero titolata “Postfazione” che chiude un’altra raccolta di poesie, “Angeli in Ascensore” edita da Marsilio nel ‘96:

Scrivere è il mio tempo presente
Non ricordo l’inizio
Non ricorderò la fine?
Scrivere per ricordarmi di…
Per contraddire la vita, basta perdonare la morte?
Scrivere la paura di leggermi
Scrivere il coraggio di avere apaura…”

Fragilità indistruttibili
Chiara Montenero
Edizioni Kimerik

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • sergiocima

    15 nov 2009 - 10:20 - #1
    -1 punto
    Up Down

    Tra il poeta e l’uomo comune è lo sguardo sulle cose che fa la differenza. L’ossimoro di Chiara Montenero una spiegazione emotiva efficace rispetto all’inadeguatezza della ragione che l’uomo comune usa per rassicurarsi. Scrivere per avere il coraggio di essere fragili è già diventare indistruttibili. La debolezza dichiarata si tramuta in forza.

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