John Grisham, intervistato in occasione dell’uscita del suo ultimo libro – Ford County – ha parlato di libri, del loro futuro e degli e-book.
Secondo Grisham l’editoria si trova dinanzi a due sfida: la prima è la guerra dei prezzi (bisogna pagare il prezzo intero dei libri, senza sconti, per mantenere in affari case editrici, librerie e scrittori); la seconda è costituita dagli e-book che stanno corrodendo i profitti di librerie e case editrici. Sul fatto di leggere e-book Grisham ha affermato che
“Se la metà di noi lo farà, cancellerà migliaia di editori e di librerie e dovremo comprare tutti i libri online”.
Per voi, Grisham ha visto giusto o ha paura di un ridimensionamento dei suoi introiti?
sergiocima
08 nov 2009 - 08:22 - #1Il discorso riguarda anche altri prodotti culturali. Prendiamo la musica. Mi sembra interessante la prospettiva attuale: chiunque con le risorse del web può costruire le sue collezioni musicali ma i patiti del vinile possono tuttora acquistare sofisticati piatti giradischi e collezionare quegli affascinanti dischi neri che solo qualche anno fa riempivano le case dei musicofili (anche casa mia!). C’è tanta musica che magari può essere consumata senza essere collezionata con tanto rispetto e mi sembra giusto poterla scaricare dal web. Lo stesso per i libri: il signor Grisham nella mia biblioteca personale non ha posto, è uno di quelli che al limite scaricherei in formato elettronico. E come lui tanta altra roba che affastella i banconi delle nostre librerie, ooppsss! scusate, oggi si dice bookstore! Che ci consentano di scaricare dal web tutta quella letteratura fatta apposta per un consumo rapido, poi chi vorrà una preziosa edizione rilegata con cura di un determinato capolavoro lo chieda alla casa editrice e se lo faccia spedire a casa. Il signor Grisham prima contribuisce per anni al fenomeno del bestsellerismo e poi vuole inventare la macchina del tempo?
P.G.
08 nov 2009 - 09:31 - #2Fermo restando che non ha senso contrastare il progresso, e il progresso sono gli ebook, lo scenario dipinto da Grisham mi trova concorde.
Da un lato, l’attuale politica di sconto selvaggio sui libri (permessa in Italia e altrove, ma non in molti altri paesi europei)sta ammazzando le piccole e medie librerie, ovvero quelle che VIVONO sui libri e solo su quelli. Gli sconti può permetterseli chi può recuperarli altrove, su altri prodotti. Inoltre, come già detto altrove, gli sconti vengono recuperati alzando i prezzi di copertina: nella mia libreria ho constatato un aumento medio del prezzo di copertina dei libri del 4% negli ultimi sei mesi. Chissà come mai, visto che intanto l’inflazione era zero.
Dall’altro lato, gli ebook daranno il colpo di grazia ai profitti degli editori, prima ai piccoli e poi ai medi e infine ad alcuni grandi editori. Basta un semplice calcolo, per capirlo.
Attualmente i 20 euro di un libro nuovo rilegato, sono così suddivisi: libraio, corrieri e grossisti ne incamerano circa 10. Gli altri 10 spettano alla casa editrice, per pagare tipografia, promozione, autore e per il proprio profitto.
Laddove il libro diventasse ebook al prezzo di 5-6 euro, alla casa editrice resterebbero sì e no 3 euro; è vero che non ci sarebbe più il costo della tipografia, ma 3 euro per pagare promozione, autore e per il proprio profitto sono veramente pochini.
L’unica possibilità sarebbe aumentare drasticamente il bacino di lettori, ma il mercato dei libri è da lungo tempo stagnante e non certo per questioni di prezzo. Forse i bestseller venderebbero un po’ di più di ora, ma il resto sarebbe fermo esattamente come adesso(ergo morte di migliaia di piccoli editori).
E infine, c’è da tener conto che è praticamente impossibile fermare la pirateria: non appena il mercato degli ebook si svilupperà, si svilupperà anche la relativa pirateria-erodendo ancor più il business degli ebook a pagamento.
A mio avviso gli editori hanno una sola possibilità, quella di convertirsi in agenzia di servizi a pagamento per scrittori.
E gli scrittori, di convertirsi in conferenzieri a pagamento, vip per ospitate o cose simili.
Quanto alle librerie…il loro destino è segnato già da tempo. Stanno già morendo.
cuddy
08 nov 2009 - 12:58 - #3i libri costano troppo, io se posso compro usato, purtroppo però non tutto si trova usato (e soprattutto in condizioni decenti).. gli e-book? naaaaaaa, non è roba per me, mi piace sentire il buon odore della carta e adoro scribacchiare, appuntare se qualche passo del libro è importante o non mi è chiaro. Voi riuscireste a leggere Freud senza fare nemmeno un segno sul libro? vi sfido! :)
gli e-book lasciamoli per i lettori da metro/tram, io voglio i libri veri :P
robo_libri
08 nov 2009 - 13:04 - #4@cuddy: ci sono e-reader che ti permettono di prendere appunti….
...lettore
08 nov 2009 - 13:12 - #5La sensazione di mettere in libreria il testo appena letto,specialmente
quello di cui ci si sente orfani una volta finito,è insostituibile.
Ma ben vengano gli ebook da usare in determinate condizioni.
Ma Grisham ha ragione,andremmo incontro alla moria di tante
case editrici la cui funzione è insostituibile o almeno utile.
Elayne
08 nov 2009 - 20:56 - #6Non si può fermare il progresso solo perchè case editrici e librerie ne risentirebbero.
Il mercato deve sapersi adeguare ai cambiamenti,non può pretendere che si resti in una condizione di stasi per i propri interessi personali.
E lo dico io che in linea generale sono “contro” gli ebook,nel senso che personalmente non credo che comprerò mai un ebook (perchè preferisco sotti molti aspetti i libri di carta) ma non per questo non ne comprendo i benefici e il fatto che moltissimi altri lettori ne siano molto interessati.
lordmax
10 nov 2009 - 13:45 - #7Da sempre il progresso inplica cambiamenti.
Le case editrici che non lo capisco ed in fretta moriranno, ed altre nasceranno.
E’ un peccato?
No, non direi.
Se non fosse cosi ora noi saremmo dei grossi rettili.