
E’ lutto nel mondo delle scienze sociali francesi e del mondo intero: Claude Levi-Strauss è morto nella notte tra sabato e domenica alla venerabile età di 100 anni. Filosofo, padre dell’antropologia, autore di opere capitali come Pensiero selvaggio, Tristi Tropici, Razza e storia, i due volumi di Antropologia strutturale, nonché di innumerevoli altri interventi tra articoli, studi, interviste, Levi-Strauss è stato uno dei più grandi intellettuali viventi.
Nella sua lunghissima vita professionale (si è laureato alla Sorbonne di Parigi nel 1931, ha insegnato in Brasile negli anni Trenta, poi in Francia, terminando la sua attività di insegnamento pochi anni fa) Levi-Strauss è stato una vera e propria celebrità per tre generazioni di studenti, fornendo un decisivo contributo per la nascita della Antropologia moderna, importando nel mondo degli studi etno-antropologici il metodo strutturalista.
Membro dell’Accademie Française, la più grande onorificenza di Francia, dal 1973, Levi-Strauss era uno degli più grandi intellettuali viventi, uno di quelli di cui certamente sentiremo la mancanza.
sergiocima
03 nov 2009 - 21:27 - #1Eccezionale maestro che ci ha insegnato a indagare il senso dell’evoluzione culturale nelle cose più semplici della nostra vita, come il cibo. 100 anni di vita e un contributo senza tempo all’antropologia.