
Nelle Lettere a un giovane poeta Rainer Maria Rilke scriveva, rispondendo a un ragazzo che gli chiedeva consigli sui suoi componimenti: “Questo anzitutto: domandatevi nell’ora più silenziosa della notte: devo io scrivere? Scavate dentro voi stesso per una profonda risposta. E se questa dovesse suonare consenso, se v’è concesso affrontare questa grave domanda con un forte e semplice “debbo”, allora edificate la vostra vita secondo questa necessità.”
Mi è venuto in mente questo brano pensando alle tante pubblicazioni presenti oggi sul mercato. Quante di queste sono state create per l’esigenza di scrivere? E quante invece sono il frutto di un’operazione studiata a tavolino solo per vendere e abbindolare intere generazioni di lettori? E quante ancora sono solo il frutto di uno sfogo personale, o anche una dissertazione sul proprio ombelico? Penso che la cerchia di scrittori con la S maiuscola sia sempre più ristretta e che la maggior parte di coloro che pubblicano siano spinti dalle motivazioni più disparate: bisogno di attenzione, ricerca di visibilità, acquisizione di prestigio.
Ormai scrivere un libro è diventata la tappa fissa di chiunque abbia un nome conosciuto e poco importa se quel libro sia stato scritto dall’autore il cui nome campeggia sulla copertina, o dal copywriter di turno e poco importa se quel libro abbia davvero un qualche valore letterario o il contenuto sia solo un accessorio superfluo.
Scrivere è diventato un vezzo, un hobby e non ci sarebbe nulla di male se poi il prodotto di tali attività restasse nel privato di ognuno. Ne guadagnerebbe la qualità delle produzioni letterarie e la rispettabilità degli pseudo autori. Lo so, è una posizione un po’ esagerata ed estremista, ma vuole essere soprattutto una provocazione. In ogni caso sono convinta del fatto che a tutti gli apiranti scrittori farebbe bene sfogliare le lettere di Rilke.
Lettere a un giovane poeta
Rainer Maria Rilke
Adelphi
€ 8,00
Foto | Flickr
Giulia - wakarimasen.org
26 ott 2009 - 13:02 - #1Domanda sempre interessante… :-)
Tra poco inizia il NaNoWriMo, pensate di dedicare un post all’iniziativa?
Ciao!
Inciampando sulle Acque
26 ott 2009 - 13:53 - #2È vero che oramai anche i miei termosifoni scrivono libri, ma si esagera un po’. Anche grandi scrittori hanno pubblicato non per le loro muse ma per la loro pancia. Sempre esigenza ma esigenza differente che ha anche saputo produrre belle opere. “Il giocatore” non è forse nato per esigenza di debiti? Fitzgerald non ha forse scritto per soldi? Alcuni, dal destino, hanno ricevuto limoni e giustamente ne hanno fatto limonate.
Ci dimentichiamo che l’editoria è un mercato e gli editori, comprensibilmente, puntano a vendere. I lati negativi ci sono, non lo metto in dubbio, ma pensiamo anche a quelli positivi: magari il tifoso che ha comprato e divorato il libro di Cassano scoprirà di amare la lettura! ;)
@Giulia:
Ogni anno siamo sempre un po’ di più!
P.G.
26 ott 2009 - 16:02 - #3Nel prossimo numero de “Il bollettino dei Moai”(chi non lo conosce troverà facilmente indicazioni con google)ci sarà appunto un mio articolo sull’argomento. Cioè sul vezzo di molti anonimi di trasformarsi in scrittori, addirittura copiando o pagando migliaia di euro per pubblicare libri destinati ad amici e parenti(e destinati al tartassamento di librai costretti a nasconderli negli scaffali per pietà dei clienti).
In Cold Blood
27 ott 2009 - 10:18 - #4Sottoscrivo, ormai scrive chiunque..
p.s. Fitzgerald era comunque un grande scrittore!
Inciampando sulle Acque
27 ott 2009 - 10:50 - #5@In Cold Blood:
Certo, ma secondo te non ha cominciato da piccolo scrittore?
ArturoNight
27 ott 2009 - 18:39 - #6Scrivere DEVE essere un’esigenza. Gli hobbies li lasciamo ai pensionati.