New York Public Library, una ristrutturazione che non s'ha da fare

Manovre politiche e polemiche concettuali dietro i lavori che potrebbero interessare l'interno della New York Public Library.

Si tratta della seconda Biblioteca più grande degli States, dopo quella del Congresso a Washington, ed è in questo momento al centro di parecchie discussioni riguardanti il cosiddetto "progetto Foster", destinato a fornire un nuovo design degli interni della New York Public Library, un edificio storico di sette piani in stile Beaux-Art situato nel cuore di Midtown Manhattan. Un imponente simbolo della cultura newyorkese, il cui ri-allestimento potrebbe inserirsi nella nuova esplosione della bolla immobiliare cittadina che, spinta dagli investitori russi o degli emirati arabi, infiamma l'attenzione dei promotori finanziari su ogni metro quadro recuperabile. Perché agli interessi culturali, strutturali e concettuali, si aggiungono quelli politici, dall'influenza crescente con l'avvicinarsi delle elezioni municipali di novembre, che potrebbero spingere il tutto nel cassetto.

Il progetto Foster


Elaborato dal noto e pluri-premiato Norman Foster, dello studio di architetti londinesi Foster & Partners, il nuovo volto della biblioteca, più moderno, luminoso e vuoto, sarebbe volto a raddoppiare la capacità di accesso del pubblico ai testi. A partire dall'ingresso della 42ma Strada, il video illustrativo procede secondo un asse est/ovest attraverso il primo pano dell'edificio, passando per l'Astor Hall, che non dovrebbe essere interessata dai cambiamenti, fino a raggiungere il nuovo volto della Gottesman Exhibition Hall per poi finire nel nuovo open-space multi-livello.

New York Times & Wall Stree Journal d'accordo e contro


Secondo i suoi detrattori, costituirebbe una denaturazione profonda che sostituirà scaffali vecchi più di un secolo, con una nuova struttura circolare e vetrata alta cinquanta metri e affacciata su Bryant Park. Effettivamente è piuttosto raro vedere d'accordo i due principali quotidiani della Grande Mela, che stavolta, contravvenendo ad una regola non scritta, ma quasi imperturbabile, sono entrambi contro. A partire da Louise Huxtable, esperta d'architettura del Journal, che già a fine 2012 aveva espresso il suo parere contrario definendo il progetto sostenuto dal consiglio di amministrazione della Library "stravagante e distruttivo", per continuare con Michael Kimmelman del Times, secondo il quale il modellino "ha l'eleganza e la distinzione di un centro commerciale di periferia". Una ristrutturazione onerosa, il cui costo, inizialmente fissato a 300 milioni di dollari si sarebbe già elevato di altri 50, che costringerà bibliotecari e abitués a separarsi da un gran numero di opere, tra i due e tre milioni, che saranno trasferite nello stato limitrofo del New Yersey.

L'appello alla cittadinanza


Nel frattempo dalla biblioteca lanciano una campagna di invito alle donazioni, per riunire la soomma di 47 milioni di dollari, necessaria a colmare i tagli nel budget:

Che ne sarà della New York Public Library? Vi terremo aggiornati in merito!

Via | nytimes.com


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