C’è anche un racconto inedito dello scrittore siciliano Andrea Camilleri, famoso ormai in tutto il mondo per l’indimenticabile Commissario Montalbano, tra i dieci racconti, per la maggior parte inediti, che formano l’antologia 1989, dieci storie per attraversare i muri, edita in Italia da Orecchio Acerbo, ma frutto di una cooperazione tra cinque editori europei.
I dieci racconti che compongono l’antologia, curata dall’australiano Micheal Reynolds, hanno come protagonisti i muri, “sia materiali, come recinzioni, confini, sia immateriali, che separano gli uomini per i colore della pelle, la religione, la cultura, la ricchezza”, e come tanti tasselli che si incastrano formano un “ponte di idee per superare i confini”.
Questo 1989, che uscirà nelle librerie italiane il 21 ottobre per celebrare i vent’anni della caduta del muro di Berlino, è un libro, come spesso capita quando si sfoglia un prodotto della casa editrice romana Orecchio Acerbo, di ottima fattura: i dieci racconti sono infatti intercalati e supportati dalle illustrazioni, veramente di pregevole qualità, dell’illustratore tedesco Henning Wagenbreth, una delle matite più ricercate d’Europa che grazie ad un uso ricchissimo del colore e ad una fantasia ad dir poco sfrenata, da un tocco originalissimo al libro.
1989 dieci storie per attraversare i muri
Orecchio Acerbo
euro 12,00
quodnaturanondat
15 ott 2009 - 18:15 - #1Non ho ancora letto questo volume di racconti ma siccome il tema della caduta del Muro mi interessa, vi segnalo un romanzo che ho appena finito di leggere: “Solo la penombra” di Carlo D’Alessio, pubblicato da Lampi di stampa. E’ una storia che si svolge in una cittadina della ex Germania Est proprio il 9 novembre 1989. Il protagonista è un anziano maestro elementare in pensione che ha vissuto prima l’esperienza del nazismo e poi quella del realismo sociale, con effetti devastanti che lo hanno spinto a richiudersi in un mondo di ricordi mai del tutto accettati e per questo mai del tutto superati. La caduta del Muro è per lui l’occasione per misurarsi anche con il muro che si è costruito dentro in un confronto drammatico e anche molto poetico. Non è un libro che si legge facilmente perché ha una scrittura collosa e ossessiva, quasi ipnotica che ben restituisce la psicologia tormentata del protagonista. Ma alla fine ne vale la pena. A me è piaciuto anche perché era tempo che non leggevo un romanzo di uno scrittore italiano che tentasse di andare oltre le solite storie di intellettuali o professionisti di mezza età, in crisi per le loro frustrazioni e per le loro irresolutezze. Finalmente qualcuno che ha provato a confrontarsi con la storia più drammatica degli ultimi decenni invece che occuparsi del solito orticello o del solito ombelico, se preferite.