
La sala grande del Teatro Parenti, ieri sera, era affollatissima, dei cinquecento posti a sedere disponibili almeno mille erano occupati. L’accoglienza a José Saramago, ad uno dei più grandi maestri viventi della Letteratura mondiale, d’altronde, non poteva che essere calorosa, sentita, addirittura quasi commossa, almeno nel momento dell’ingresso dell’anziano autore del Vangelo secondo Gesù Cristo, entrato in sala tra una corona di applausi scroscianti.
Che dire dell’evento? Sentire direttamente la voce, un po’ rauca e forse stanca, del grande portoghese, vederlo a pochi passi corrucciare gli occhi dietro le lenti è stata un’esperienza sicuramente magnifica, che è valsa le due ore di attesa. Ma alla fine, quando la grande folla di cultori del nobel portoghese è lentamente defluita fuori dal teatro, nei discorsi e nei commenti non c’era l’aria degli eventi memorabili, c’era piuttosto un diffuso senso di delusione.
Questo senso diffuso di delusione ha avuto secondo me due cause: la prima è l’aver messo di fianco a José Saramago, vale a dire ad uno dei più grandi scrittori viventi, due interlocutori Marco Belpoliti e Marco Travaglio, che solo minimamente hanno saputo sfruttare l’occasione per far emergere la profondità del pensiero di Saramago, quella conoscenza della varia umanità che è il motivo principale della sua grandezza.
Il secondo motivo, legato sicuramente al primo, cioè alla scelta degli interlocutori, è che alla base dell’evento non c’era un interesse letterario, quanto piuttosto uno politico, legato indissolubilmente alla forte carica antiberlusconiana di José Saramago che, per quanto condivisibile completamente, almeno personalmente, non avrebbe dovuto prendere il sopravvento su una conversazione che poteva essere memorabile, ma che alla fine si impantanata in una battaglia donchisciottesca, con la sola differenza che mancavano i mulini a vento e abbondavano gli psiconani.
Io credo che sia venuta l’ora di smetterla di sprecare le nostre energie prendendo in giro, in modo alla fine sterile, il personaggio Berlusconi, i suoi vizi, le sue colpe (vizi e colpe imperdonabili magari, ma che sono solo uno specchio per le allodole). Se si vuole veramente superare questo momento di impasse, così l’ha chiamato anche Saramago, bisogna crescere, guadagnare in intelligenza e capire che più si attacca Mourinho e più l’Inter continua a vincere.
michael111111
13 ott 2009 - 10:56 - #1Caro A.C., come sai ieri c’ero anch’io, e ti avevo messo in guardia: si parlerà soltanto di Berlusconi, anche se sarebbe più bello un incontro letterario. è naturale che il discorso abbia preso quella piega. Innanzitutto perché non era un incontro letterario, era un incontro di promozione del libro. E l’ultimo libro di Saramago raccoglie i suoi interventi intorno alla società. Inoltre, come è noto, è il primo libro pubblicato dalla Bollati Boringhieri. La casa editrice da poco entrata nel gruppo Gems non aveva alcun interesse a parlare degli altri libri, semplicemente perché vennero pubblicati prima da feltrinelli, poi da Einaudi. Non ci si poteva aspettare nulla di diverso.
E poi, con
whiteman
13 ott 2009 - 11:38 - #2caro M.B., come sai siamo assolutamente d’accordo con la tua analisi, come sai che siamo d’accordo sul fatto che sia stato uno spreco parlare tutta la sera di berlusconi… è stata comunque una bella serata, e tra l’altro mi ha fatto molto piacere conoscere R.C., peccato non aver avuto modo di scambiare due parole con J.S…. beh, sarà per la prossima volta…
Pillow Book
13 ott 2009 - 16:40 - #3Avrei tanto voluto vedere Saramago ieri sera, ma la terribile organizzazione dell’evento non me l’ha permesso. Eravamo al teatro alle 8 ed era già tutto esaurito, con il personale del teatro che ha trattato tutti malissimo, comprese delle signore anziane.
Arrivare un ora prima, se non dai un orario di apertura cancelli dovrebbe essere sufficiente, e soprattutto vedere che venivano fatti passare i giornalisti tesserati e lasciata fuori gente che faceva la fila mi ha fatto venire un nervoso incredibile. Grandissima delusione, il Parenti non mi rivedrà mai più.
Sapete se da qualche parte c’è un video dell’evento?
Sir
13 ott 2009 - 16:45 - #4Sono pienamente d’accordo con quanto è stato scritto sull’incontro di ieri sera con Saramago. Io porterò un percorso di suoi libri come progetto di tesi, ero a conoscenza delle sue preferenze politiche, e della maggioranza dei presenti di ieri sera al TFP, però mai avrei immaginato che la presentazione del suo nuovo libro si trasformasse in un comizio. Purtroppo queste critiche sono sterili. Sarebbe stato, a mio modo di vedere, molto più opportuno dedicare più spazi alle domande di carattere tecnico sullo stile e sulla forma unici dello scrittore, invece che ritovarsi alle elezioni primarie della nuova sinistra di Travaglio.