
Il trambusto che ha sollevato in Italia l’assegnazione del premio Nobel per la letteratura a Herta Muller ha avuto un’intensità elevatissima: da alcuni esponenti della critica giornalistica, in primis D’Orrico del Corsera, fino ad un sacco di lettori comuni, alcuni anche lettori di Booksblog, la vittoria della Muller è stata spesso vissuta con fastidio.
Anch’io, nel mio piccolo, ho avuto l’istinto iniziale di chiedermi chi diavolo fosse questa Muller, forse una parente dei produttori di yogurt, eppure studio lettere, scrivo in un blog di libri, produco una rivista di letteratura. Ma proprio per questo motivo mi sono subito imposto di riflettere e di vedere la cosa in modo intelligente. Non so chi sia Herta Muller? Beh, allora vuol dire che dovrò allargare i miei confini culturali, dovrò legegre qualche libro in più.
Ma quello che mi ha fatto definitivamente giudicare positiva la vittoria della Muller è un articolo apparso oggi sul Fatto Quotidiano, intitolato “L’editore del Nobel che gira in furgone e brinda a chinotto”, un articolo che parla di un editore, Roberto Keller, che produce libri in soffitta, che ha pagato poco meno di 1000 euro per i diritti de Il paese delle prugne verdi e che ora, alla luce di questo Nobel, potrà dare un contributo forse importante, sicuramente originale, al panorama editoriale italiano. Se l’avesse vinto Philip Roth questo Nobel, o qualsiasi altro grandissimo autore, tutto questo clamore sarebbe servito a molto di meno.
Foto | Gazzetta di Parma
Giulia [Studio83]
11 ott 2009 - 17:11 - #1Sono perfettamente d’accordo con te! Ho letto i commenti al precedente post sulla Muller e ho trovato pareri con i quali non sono affatto d’accordo. Parlando di Roth, non si discute che sia un astro della letteratura e che il Nobel lo meriterebbe anche lui… ma forse prima di dire che Roth lo merita PIU’ della Muller bisognerebbe averli letti entrambi!
Anche io, come te, lavoro nel settore e ho preso questa novità come uno stimolo in più. Non si tratta di conformismo o pecoronismo, semplicemente di avere l’umiltà di pensare che forse la giuria del Nobel sa qualcosina più di me e che in ogni caso può essere fonte di spunti proficui.
Ciao
P.G.
11 ott 2009 - 17:45 - #2Ero molto contento anche io per la vittoria di un piccolo editore, fino a che non ho visto che Keller ha alzato il prezzo del libro da 14 a 16 euro(+15%) misteriosamente in coincidenza con il premio Nobel. Fino a quel momento avevano venduto 800-1000 copie del libro. Ovvero, erano abituati a non fare gli editori per arricchirsi. Ora che gli ha preso?E’ venuto il momento di battere cassa?
In Cold Blood
12 ott 2009 - 21:57 - #3A parte i meriti (ignoti) della Muller, il Nobel per la letteratura era già sospettato in passato d’essere un premio poco autorevole (vedi la mancata assegnazione a scrittori come Borges, ecc.). In questi ultimi anni, poi, quelli dell’Accademia stanno dando il peggio, ormai si premia solo l’appartenenza a una causa, politica, sociale, razziale, ecc.. e trascurando del tutto la parte letteraria. Un nobel per la pace dato agli scrittori, in sintesi.
P.G.
13 ott 2009 - 06:42 - #4Perchè, si può essere veri scrittori senza appartenere a una causa ideale?Scrittori dell’iperuranio forse?Scrittori fai-da-te?Letterati puri?Farneticatori del nulla?
In Cold Blood
14 ott 2009 - 20:22 - #5@P.G. Mi riferisco a presunti scrittori che mascherano la propria deficienza nelle lettere con varie cause sociali di diversa natura. Chi lotta per l’indipendenza, chi contro il razzismo, ecc.. Allora perché non si danno alla politica o al movimentismo o a qualsiasi altra cosa e non lasciano in pace la letteratura?