
Oggi pomeriggio, a Roma, si svolgerà una manifestazione nazionale indetta dalla FNSI, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, in difesa della libertà di stampa, una delle libertà fondanti del nostro sistema sociale, una delle anime che danno linfa vitale alla vita democratica di un paese.
La battaglia in difesa della libertà di stampa ha avuto fin qui molti sostenitori, uno tra i tanti è Roberto Saviano, uno scrittore che ormai è divenuto un simbolo del potere che la parola scritta può rivendicare sul mondo non scritto, il potere di dare alle cose il proprio nome, di denunciare, di cercare di cambiare lo status quo.
Farvi ascoltare le sue parole, che trovate qui, la sua analisi lucida e intelligente della triste realtà che ci stanno costruendo intorno, è il modo migliore di essere vicino a tutti coloro che, a partire dalle 15,30 in Piazza del Popolo a Roma, difenderanno con la propria presenza la necessità di salvaguardare, nel nostro paese, una libertà senza la quale ci ritroveremmo nudi.
Mautasi
04 ott 2009 - 14:48 - #1Ma della manifestazione sulla scuola nulla? Eppure le bugie della Gelmini vannmo contro la libertà di informazione…..Chissà se prima di essere nominata ministro, la Gelmini sapeva già che il suo ministero della pubblica istruzione sarebbe stato in realtà un’appendice del ministero dell’economia e delle finanze. Una sorta di cavallo di Troia usato dal governo per tentare di risanare i propri debiti, mascherando da riforma un sistema di tagli indifferenziato, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro paese. Alla fine però se ne sono accorti tutti e la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta 7,8 miliardi di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora “riforma” quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all’istruzione scolastica. Politici, sindacalisti, insegnanti, precari, da tempo dicono la loro sui giornali e in tv, ma sempre più di rado si fa riferimento ai contenuti del decreto, al punto che da pochi giorni qualcuno ha sostituito il concetto di “maestro unico” con quello di “maestro prevalente” del quale, manco a dirlo, nel decreto non c’è nessuna traccia. Per farsi un’idea basta leggersi gli otto articoli che compongono il “taglio Gelmini” proprio dal sito del governo (http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40106) . Quello che colpisce, oltre al titolo, “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università“, sono le premesse: “Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali…”