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Turbo-traduttori al lavoro su Il simbolo perduto di Dan Brown

Pubblicato: 03 ott 2009 da dario

La testata de La Stampa di Torino

Oggi sulla «Stampa» di Torino Giovanna Zucconi parla dei «turbo-traduttori» tedeschi dell’ultimo romanzo di Dan Brown, Il simbolo perduto (ovvero Das verlorene Symbol). Si tratta di un pool di sei diversi traduttori costretti a tradurre 780 pagine in dieci giorni, dividendosi il lavoro «senza neanche aver potuto leggere tutto il libro prima di chinarsi a picchiettare freneticamente sulle tastiere».

L’immagine è quella di veri e propri forzati della traduzione, raccolti giorno e notte «intorno a un lungo tavolo che sembra tanto una catena di montaggio», impiegati in una corsa intellettuale matta e disperatissima per portare il prima possibile sugli scaffali delle librerie tedesche il seguito de Il Codice Da Vinci. Il discorso vale per i traduttori tedeschi, ma senza dubbio anche per quelli italiani.

L’uscita de Il simbolo perduto è infatti prevista in Italia per il prossimo 23 ottobre, appena 37 giorni dopo la pubblicazione del testo originale. I dubbi sulla buona riuscita del lavoro, dati i tempi così ristretti, sorgono assolutamente spontanei a prescindere dalle qualità professionali di chi è chiamato all’infelice compito. Ormai mancano 20 giorni all’ora X e con ogni probabilità il lavoro di traduzione, in Italia come in Germania , non solo non è completo, ma è ancora nel pieno del suo svolgimento.

Vedremo quali saranno i risultati.

Via | La Stampa

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di franpomo

    franpomo

    03 ott 2009 - 11:11 - #1
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    Credono i lettori dei veri polli, sicuramente ci saranno delle incongruenze macroscopiche se la traduzione non è affidata ad una sola persona, o per lo meno ad un team che nn abbia la possibilità di lavorare con i giusti tempi. Chissà cosa ne uscirà.

  • Lollone

    04 ott 2009 - 12:44 - #2
    0 punti
    Up Down

    Ma dico io, non è mica Harry Potter! Potevano consegnare il manoscritto ai traduttori ben prima che uscisse in libreria l’edizione originale…o no?

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