
Il prossimo 15 ottobre il Centro di ricerca sulla massoneria e la fratellanza terrà alla Sheffield University in Regno Unito un convegno su Il simbolo perduto, l’ultimo romanzo di Dan Brown che, come è noto, parla della massoneria americana.
Il direttore del Centro, dottor Anreas Onnerfors, ha spiegato allo «Yorkshire Post» che «l’idea tradizionale è che la massoneria sia un club per uomini ricchi e altolocati che intendano promuovere i rispettivi interessi economici; ma nel suo libro Dan Brown, che dimostra un’ottima comprensione delle tradizioni esoteriche, presenta un’ampia e accurata descrizione di alcuni altri aspetti della massoneria».
Insomma, si è capito che alla massoneria il romanzo di Dan Brown piace. E proprio per questo è disprezzato alla Chiesa cattolica. Sull’«Avvenire», giornale dei vescovi italiani, è uscita infatti una salace recensione dall’eloquente titolo «Dan Brown ai piedi della massoneria». Basterebbe il titolo.
Senza tanti giri di parole, per «Avvenire» il punto è che «mentre sparare sulla Chiesa è considerato, negli ambienti che frequenta Dan Brown, politicamente corretto, si ha la sensazione che quando deve trattare della massoneria lo scrittore proceda con cautela e scriva dopo avere infilato la mano in un bel guanto di velluto. Brown, così, scherza coi santi e lascia stare i fanti». Ancora più in sintesi: Dan Brown è malvagio, e «quando passa il treno di una cattiva causa, non manca mai di salire a bordo». Stavolta, evidentemente, il treno è quello della massoneria.
Quadrilatero
02 ott 2009 - 09:48 - #1Sì, ok. Ma adesso basta parlare di Dan Brown che francamente inizio ad averne la nausea. Non perché non mi piaccia (non mi piace ma questo è un altro discorso), ma solo perché adesso davvero si sta facendo un’indigestione.
Checcavolo, sembra che sia uscito solo questo libro…
emanuele777
02 ott 2009 - 09:58 - #2sì infatti, per piacere basta con dan brown! una settimana fa non vedevo l’ora di comprare sto libro, ora mi avete quasi fatto passare la voglia