C’è un racconto, splendido, di Michele Mari che si chiama Otto scrittori e che mette in scena un’autentica lotta all’ultimo rigo tra gli otto autori, una sorta di Pantheon dell’arte del raccontare storie, che si dividono l’immaginario narrativo, sanguigno e dall’odore spumeggiante di mare e avventura, del narratore. Tra gli otto scrittori, oltre ai nomi di Céline, Verne, Salgari, Melville, Stevenson, Poe e Conrad, vale a dire, l’olimpo della letteratura moderna, c’è anche lui,Jack London.
Questa breve raccolta di racconti, che scorrono veloci come frecce, ci fa attraversare trasversalmente tutto il fantastico e terribile mondo di Jack London, uno degli autori più sanguigni della letteratura moderna, un grand tour tra le sue più grandi ossessioni, quelle che hanno segnato sia la breve vita, sia il suo repertorio formidabile di storie.
La natura dell’uomo, una natura bestiale che nasce dalla frattura tra istinto e immaginazione, ma soprattutto, come mostra senza veli il titolo, la morte, sono infatti i cardini su cui si muovono le narrazioni di London, narrazioni ben oliate che sbattono come le porte di un saloon all’arrivo del pistolero di turno. Un libro da leggere, insomma, anche solo per uscire dal weekend con qualche nozione in più sulla natura umana.
Jack London
Le mille e una morte
Adelphi
euro 8,50
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