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Sul «Fatto quotidiano» anteprima dell'ultimo libro di Antonio Tabucchi

Pubblicato: 23 set 2009 da dario

Il prim numero del Fatto quotidiano

Oggi è uscito il primo numero del «Il Fatto quotidiano», nuovo giornale diretto da Antonio Padellaro, che vanta collaboratori come Marco Travaglio, Peter Gomez, Oliviero Beha, Luca Telese, Furio Colombo, Benny Calasanzio etc.

Alle pagine 12 e 13, «Il Fatto» pubblica un’anteprima di “Fra generali”, un racconto tratto dall’ultimo libro di Antonio Tabucchi, Il tempo invecchia in fretta, che uscirà nelle librerie il 30 settembre. Il tempo invecchia in fretta è una raccolta di nove racconti ambientati negli anni del comunismo sovietico fino alla caduta del muro di Berlino, e “Fra generali”, dedicato a Norman e Cella Manea, è uno di questi.

Purtroppo Booksblog non dispone dei diritti per riprodurre integralmente l’anteprima pubblicata su «Il Fatto». Possiamo riportare soltanto l’incipit, subito dopo il “continua”: se poi volete leggere il resto, vi toccherà andare in edicola.

FRA GENERALI, di Antonio Tabucchi
«Non ho mai creduto che la vita imiti l’arte, è una boutade che ha avuto fortuna perché è facile, la realtà supera sempre l’immaginazione, per questo è impossibile scrivere certe storie, pallida evocazione di ciò che fu davvero. Ma lasciamo perdere le teorie, la storia te la racconto volentieri, ma se vuoi la scrivi tu, perché su di me hai un vantaggio, non conosci chi l’ha vissuta. Per la verità lui mi ha solo raccontato l’antefatto, la conclusione l’ho saputa da un suo amico di poche parole; fra noi ci limitiamo a parlare di musica o di teoria degli scacchi, probabilmente se Omero avesse conosciuto Ulisse gli sarebbe sembrato un uomo banale. Credo di aver capito una cosa, che le storie sono sempre più grandi di noi, ci capitarono e noi inconsapevolmente ne fummo protagonisti, ma il vero protagonista della storia che abbiamo vissuto non siamo noi, è la storia che abbiamo vissuto. Chissà perché è venuto a morire in questa città che a lui non ricorda niente, forse perché questa è una Babele e magari gli è venuto il sospetto che la sua storia sembra l’emblema della babele della vita, il suo paese era troppo piccolo per morirci. Deve avere quasi novant’anni, passa i pomeriggi a guardare dalla finestra i grattacieli di New York, una ragazza portoricana viene la mattina a rassettargli l’appartamento, gli porta un piatto del Tony’s Café che lui riscalda al microonde, dopo un religioso ascolto di vecchi dischi di Béla Bártok che conosce a memoria osa una passeggiatina fino ai cancelli del Central Park, nell’armadio, sotto una busta di plastica, conserva la sua divisa di generale, quando rientra apre lo sportello e le dà due colpetti sulla spalla come se si trattasse di un vecchio amico, poi va a dormire, mi ha detto che non sogna e se gli capita è solo il cielo delle pianure dell’Ungheria, è l’effetto di un sonnifero che gli ha trovato un medico americano. Io la storia te la racconto in poche parole come me l’ha raccontata chi l’ha vissuta, tutto il resto sono congetture, ma questi sono affari tuoi».

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Elayne

    23 set 2009 - 18:27 - #1
    0 punti
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    Se siete interessati,il primo numero de “Il Fatto” lo potete tranquillamente scaricare dal blog del giornale in formato pdf.

  • Odisseo 77

    10 ott 2009 - 16:06 - #2
    0 punti
    Up Down

    Antonio Tabucchi fa politica anti-berlusconiana per propagandare i suoi libri che fra l’altro sono ripresi da altri libri da lui tradotti o addirittura plagiati.
    PROPONGO L’ELENCO: Ne “Il filo dell’orizzonte”, 1986, Feltrinelli, la cella frigorifera genovese e l’etichetta per risalire all’identità dell’ucciso vengono copiati da Georges Simenon, “Maigret e il viaggiatore di terza classe”, Oscar Gialli, 1988, Mondadori, pag. 24-25-26, (da Simenon copia l’idea di inserire nei romanzi ricette di cucina, “Un’ombra su Maigret”, Mondadori, “funghi alla bordolese, pollo al vino”, vedere “La testa perduta di Damasceno Monteiro, 1997, Feltrinelli); mentre l’ingrandimento della foto è preso da “Le bave del diavolo” di Cortàzar (I racconti, pag. 272, Einaudi Gallimard); La tecnica narrativa ( di “sostenere”) in “Sostiene Pereira” viene copiata dal racconto di Thomas Bernhard: “Il Loden”, edizioni Theoria in traduzione italiana. Anche i titoli dei racconti e l’argomento sono plagiati.
    In “Donna di Porto Pin”, pag 89, “Una balena vede gli uomini”, COPIATA dalla poesia di Carlos Drummond De Andrade (Sentimento del Mondo, Traduzione Tabucchi, Einaudi: “Un bove vede gli uomini”); Il titolo del racconto in “Piccoli equivoci senza importanza”: Il rancore e le nuvole” dalla poesia, sempre di Drummond de Andrade in “Sentimento del mondo”: “Conclusione”: “(…) se il poeta è un rancoroso, e il resto è nuvole?” pag. 95); In “L’angelo Nero” il racconto: “Notte, mare o distanza” COPIATO dalla poesia di Drummond De Andrade (Sentimento del Mondo, Einaudi, cit., pag. 29).
    La GRANDISSIMA plagiatura da altri autori compare negli ultimi libri. In “Si sta facendo sempre più tardi”, 2001, Feltrinelli, la lettera “Mia donna cara”, pag. 207, è la trascrizione in prosa della poesia di Carlos Drummond de Andrade “Lettera” comparsa in “Sentimento del Mondo”, Einaudi 1987, pag. 89, tradotta da Tabucchi. Altri brani per le lettere di “Si sta facendo sempre più tardi” sono presi a destra e a manca. Altre lettere tabucchiane potrebbero esser state copiate dal Drummond non tradotto in italiano. Nel dettaglio: Tabucchi in “Si sta facendo sempre più tardi” ha plagiato Drummond De Andrade (Sentimento del Mondo - Einaudi ‘87) da lui tradotto. Drummond: pag 89: “”Vorrei scriverla proprio con parole…frementi della passione… E attraversando gli oscuri strati di argilla…si sta facendo il tempo stranamente lungo via via che si accorcia… cavallo dirompente…” – Tabucchi, pag 207: Vorrei proprio scriverti una lettera…. seppure frementi della passione di un tempo. E attraversando gli oscuri strati di argilla…cavallo al galoppo…” Il libro “Autobiografie altrui” sulle poetiche a posteriori utilizza una poesia di Vasco Graça Moura (L’ombra delle figure, Fondazione Piazzolla, 1992) “Le poetiche a posteriori”, pag. 115, a cura della moglie di A.T. Rintracciabile in librerie dell’usato. I lettori del nuovo libro di Tabucchi: “Il tempo invecchia in fretta” devono essere informati su quanto la CRITICA LETTERARIA DI SINISTRA-CASTA-TACE! E se Tabucchi vuol far polititica si presenti alle elezioni. Così è troppo comodo. Gli oppositori di Berlusconi gli comprano i libri e non li valutano con il metro della critica letteraria stando la CRITICA silenziosa perché tutta di Sinistra. (Odisseo77)

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