Libri per capire i bambini. E così si impara a litigare e...cucinare

«I grandi pensano che litigare non va bene e invece, secondo me, può insegnarti la vita», Emma, 9 anni; “…io non ho tempo, devo andare al doposcuola, a calcio e a nuoto… come faccio? Poi gioco alla Wii prima di addormentarmi” Alberto, 6 anni

Sarà che di bambini ne capiamo sempre meno. Sarà che non sappiamo più fare i genitori perchè passiamo troppo tempo fuori casa. O che ci sono venuti i complessi perchè i nonni sono più bravi di noi a educare i nostri bambini e noi non sappiamo perchè.

Sarà come sarà, ma sono tanti i libri in uscita in queste ultime settimane che hanno come argomento proprio l'educazione dei figli, o meglio alcuni temi “caldi” sulla questione. Come riuscire a passare il meglio possibile il (poco) tempo libero che abbiamo da dedicargli, ad esempio.

Come scandire le loro giornate senza “pressarli”. O ancora, come far sì che dal dialogo con gli altri imparino anche (guarda un po') a confrontarsi col mondo avendone rispetto, alla larga dal rischio (tanto presente ai nostri tempi) di subire o far subire agli altri un atteggiamento da “bulli”.

Ho anticipato in poche battute tanti temi che in realtà vengono affrontati separatamente da alcuni bei titoletti che vi segnalo volentieri per la lettura. Ad esempio, partendo dalla fine, ho trovato molto interessante la proposta dell'editore Erickson, che insegna addirittura come gestire i litigi fra bimbi (siano essi fratelli o compagni di scuola).

In Litigare con metodo, Gestire i litigi dei bambini a scuola, di Daniele Novara e Caterina Di Chio, gli autori infatti forniscono un interessante punto di vista sulla cosa. E cioè che sia necessario imparare a capire e soprattutto “gestire” i litigi dei bambini, per far sì che conflitto non si trasformi in “violenza”. E affermando, alla fine, che i bambini hanno il diritto di litigare.

Poi, sempre procedendo a ritroso, cito il titolo che come scrivevo ci insegna come gestire le giornate dei nostri piccoli e come riscoprire il valore del tempo libero. Si tratta di Elogio del tempo perso. Giochi e proposte per restituire ai bambini il tempo per scoprire, crescere. E ri-creare, di Sandra Dema (ed. La Meridiana).

Secondo l'autrice,

“Prima parola d’ordine è fermarsi. Fermarsi consente di ascoltare, di cancellare la parola fretta perché la fretta non permette di sentire e osservare. Seconda parola d’ordine è scegliere. Scegliere consente di cambiare, di cancellare la parola abitudine che non permette di agire e impegnarsi. Terza parola d’ordine è fare. Fare consente di stare bene, di cancellare la parola indifferenza in quanto questa non permette di condividere e partecipare”.

Infine, non posso non citare l'idea molto carina di Tata Adriana ovvero Adriana Cantisani (Se mi vuoi aiutare, lasciami fare, Kowalski), un libro di ricette da realizzare con i più piccoli per stare insieme e aiutarli a imparare in modo creativo.

“La temperatura del forno deve essere quella del vostro cuore e la luce adeguata, quella del vostro sorriso. Mi raccomando, tv e radio spente perché c’è qualcuno che deve parlare: vostro figlio. Buon appetito e soprattutto, buon divertimento!”

Last but not least, ricordo un volume la cui lettura recentemente mi ha entusiasmato e continuo a consigliarvi: Gli adulti sono bambini andati a male, di Maurizio Parodi.

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