A sorpresa, i massoni apprezzano Il simbolo perduto di Dan Brown

The lost symbol di Dan Brown

«Ho un rispetto enorme per i massoni», ha dichiarato Dan Brown all'Associated Press, «perché, in parole molto povere, a differenza di tutte quelle culture che impongono di uccidersi gli uni con gli altri per decidere quale concezione di Dio è corretta, questa organizzazione internazionale, la massoneria, sostanzialmente dice: "non importa come chiami Dio o cosa pensi di lui, l'importante è che tu creda in un dio e accetti di stare insieme agli altri come fratelli, per guardare nella stessa direzione"».

«È assolutamente corretto scrivere che la tolleranza religiosa è uno dei principi fondamentali della Massoneria», gli ha replicato lo psicologo massone Patrick Swift, autore di One Mountain, Many Paths (ordinabile gratis), «è proprio questo che mi ha portato nella Massoneria per la prima volta, e continua a ispirarmi tutt'oggi».

Apprezzamento è dunque la parola giusta per descrivere l'accoglienza che Il simbolo perduto (dal 23 ottobre in italiano), l'ultimo romanzo di Dan Brown, ha ricevuto in ambienti massoni. Quello che si pensava fosse un attacco demistificatorio sul modello de Il Codice da Vinci si è rivelato invece un insight che fa contenti gli stessi oggetti d'indagine.

Contenta è anche la città di Washington, che sul sito ufficiale del comune ha lanciato una pagina sui "misteri" raccontati da Dan Brown, rivolta principalmente ai turisti. Evidentemente la reazione scomposta e controproducente inscenata dalla Chiesa cattolica in occasione dell'uscita de Il Codice da Vinci ha insegnato molto a tante persone...

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