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Dan Brown era compagno di classe di David Foster Wallace

Pubblicato: 20 set 2009 da dario

Dan Brown«I personaggi di Dan Brown sono completamente piatti e bidimensionali»: parola di Philip Pullman, autore della trilogia di Queste oscure materie, scrittore da oltre quindici milioni di copie vendute. «La fondamentale ignoranza di Dan Brown sui comportamenti umani è stupefacente, e i suoi personaggi dialogano in un modo del tutto irrealistico. Dan Brown non sa come gestire i normali meccanismi letterari, ma questo non interessa né a lui né ai suoi milioni di lettori. Non c’è niente di male a fare ciò che fa, ma non è un grande scrittore».

Che Dan Brown, autore de Il simbolo perduto che uscirà in italiano il 23 ottobre, non sia tutto sommato un grande scrittore è sostenuto tra le righe anche da una interessante articolessa del «Boston Magazine» - in realtà un vero e proprio mini-saggio - che ricostruisce la fulminante carriera di Dan Brown dalle origini ai giorni nostri.

L’aspetto più sorprendente e meno conosciuto della storia è che all’Amherst College, nel seminario di scrittura creativa tenuto da Alan Lelchuck, Dan Brown era collega di David Foster Wallace, uno dei più colti e geniali scrittori americani dell’ultimo secolo. Ovviamente il soverchio talento di Wallace oscurava quello di tutti gli altri compagni di corso, compreso Brown. Come ricorda il professore Lelchuck, «Dan non era la star della classe come David, ma era uno di quegli altri due che si dimostravano veramente bravi. Diciamo che Dan era bravo, però in una maniera più tranquilla».

La differenza si può ben valutare a distanza di anni. Dan Brown, lo scrittore bravo e tranquillo, ha saputo tramutare il proprio talento in un impareggiabile strumento produttivo ed economico, diventando lo scrittore più venduto e letto del mondo. David Foster Wallace, il genio e star della classe, ha pagato la sua mancata tranquillità con una vita di travagli interiori e depressioni, culminata come è noto nell’improvviso suicidio; ma ha lasciato delle opere che resteranno nei decenni a venire. Destini paralleli, ma tremendamente divergenti.

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Gabbiere

    20 set 2009 - 13:44 - #1
    0 punti
    Up Down

    buffo… raccontata così sembra un po’ la trama del Soccombente il di Thomas Bernhard…

  • Profilo di XHAOZ

    XHAOZ

    20 set 2009 - 14:52 - #2
    1 punto
    Up Down

    “non è un grande scrittore”
    quoto in pieno… vendo molto solo per i temi che tratta, difatti prima del CdV era praticamente sconosciuto ai più

  • nickcarraway

    22 set 2009 - 12:00 - #3
    0 punti
    Up Down

    Storia interessante…Chissà se è meglio morire suicidi con la gloria dei posteri o vivere da miliardari scrivendo libri di cui non rimarrà nulla

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