Uno scoiattolo di nome Crik, un piccione di nome Numa Pompilio e un grande albero molto diverso degli altri suoi simili, la cui vita raminga lo porta a conoscere l’imperatore d’Austria di Francesco Giuseppe, ad essere toccato dalla principessa Sissi, a diventare l’albero di Piazza San Pietro, in Vaticano: questi sono alcuni degli ingredienti del nuovo romanzo di Susanna Tamaro, nelle librerie a partire dal 22 ottobre.
L’autrice triestina, il cui successo planetario è dovuto al super-bestseller Va’ dove ti porta il cuore, prova a ritornare sull’onda con un libro che sembra configurarsi come un enorme favolone: c’è l’Imperatore, c’è la Principessa, c’è lo Sradicato e c’è il Papa, gli ingredienti sembrano proprio non mancare per fare di questo nuovo volume, edito da Salani (di cui uscirà in contemporanea anche l’audiolibro per la collana Audiolibri Salani) un grande successo.
L’unica cosa che sembra mancare, forse, come capita spesso nell’immaginario naif della Tamaro, è la crudezza della realtà, quella realtà fatta di crisi e di opacità che oggi ci circonda e a cui Susanna Tamaro oppone, con l’innocenza stucchevole delle bambine, “qualcosa di luminoso”. “L’amore vince ogni cosa”, scrive la Tamaro in una delle 160 pagine di questo suo nuovo libro, ma siamo sicuri che sia proprio vero?
Susanna Tamaro
Il grande Albero
Salani
euro 12,00
bleistein
18 set 2009 - 09:31 - #1A occhio direi una rielaborazione di una fiaba del folklore dell’Est europeo.
Esistono versioni moraleggianti ispirate al sic transit gloria mundi (l’abete viene tagliato, addobbato con ricchezza il giorno di Natale e finita la festa viene gettato via); esistono versioni che seguono la lezione contraria (l’abete viene recuperato dalla spazzatura a opera di un liutaio o di uno scultore, e trasformato di nuovo in qualcosa di bello).
Se ne trova traccia in un libro di C. Pinkola Estes, Il giardiniere dell’anima: la fiaba dell’abete è raccontata dallo zio della scrittrice, un giardiniere ungherese.
Dalle anticipazioni, però, credo che la Tamaro abbia preso ispirazione da fonti meno nobili, direi una vecchia raccolta di fiabe per bambini degli anni Ottanta, I Raccontastorie. Nel numero di Natale 1984 si trova appunto un racconto intitolato La storia del piccolo abete.