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Libri di viaggio: L'Italia in seconda classe di Paolo Rumiz

Pubblicato: 11 set 2009 da Roberto Russo

Copertina del libro L'Italia in seconda classe di Paolo RumizUn vecchio frate cappuccino che da giovane aveva fatto il ferroviere mi raccontava che quando viaggiava in treno non si stancava mai, perché, se non guardava il paesaggio, ascoltava i vari rumori del treno e della ferrovia. Mi sono ritornati in mente i suoi racconti quando ho avuto tra le mani L’Italia in seconda classe di Paolo Rumiz. Come ricordano anche gli amici di Travelblog si tratta di un libro arricchito dai disegni di Altan e che narra di

un vaggio hard, fatto di scambi, pulegge, turbocompressori e carbone. E noi lo faremo, anche a costo di farci sbattere da una squinternata vagona baldracca, un glorioso rudere che cigola e scoreggia sulla rete di ferro, in attesa di rottamazione (pag. 18)

L’idea che sottosta al libro è “corsara” come afferma l’autore stesso (che viaggia in compagnia del misterioso 740, che poi si scoprirà essere… non ve lo dico!):

percorrere 7480 chilometri, come la Transiberiana dagli Urali a VIadivostok. Una distanza leggendaria, un gomitolo lungo come l’Asia da srotolare dentro la Penisola. Non sappiamo ancora dove andremo e in quanto tempo consumeremo questo buono chilometrico che nessun biglietto può contenere. Sappiamo solo che il nostro è un conto alla rovescia che ci obbligherà a scendere al chilometro zero (pag. 18)

Il libro si legge con piacere ed è un vero must per gli amanti del viaggio, soprattutto del viaggio che ti permette di gustare il paesaggio. I disegni di Altan sono come gli sguardi gettati fuori dal finestrino del treno in corsa: fanno respirare e riposare. Solo un’annotazione: considerato che si tratta di articoli pubblicati su Repubblica e qui raccolti e che ancora si possono leggere online, dodici euro come prezzo di copertina non è un po’ troppo?

Paolo Rumiz
L’Italia in seconda classe
Con i disegni di Altan e una Premessa del misterioso 740
Feltrinelli 2009
pp. 141, euro 12,00

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