E’ uno dei primi eventi del primo giorno di Festival, di conseguenza ci si potrebbe aspettare un pubblico a chiazze e molti vuoti tra le sedie che riempiono il bellissimo Cortile della Cavallerizza, nel Palazzo Ducale. Ma così non è, perché il pubblico va ben oltre gli addetti ai lavori e i mantovani, sembra il pubblico del weekend, quello che fa la fila davanti agli eventi che si assiepa.
Davanti a questa marea di gente che ascolta attenta, Peter Florence presenta l’Africa letteraria, sintetizzata in quattro nomi, quattro facce. La stella della serata è la sudafricana Nadine Gordimer, vincitrice del premio Nobel nel 1991 e autrice di libri memorabili come Storia di mio figlio o Vivere nell’interregno, ma attorno a lei ci sono Natalia Molebatsi, anche lei sudafricana, la nigeriana Chika Unigwe e l’ugandese Timothy Wangusa.
Quei quattro visi, quelle quattro voci che parlano altrettanti inglesi differenti sono la voce dell’Africa, la voce dei senza voce, quella che, costretta ad usare la lingua dei colonizzatori per comunicare, non si fa schiacciare da questa costrizione, ma al contrario la sfrutta ne trae forza.
Foto di proprietà di Festivaletteratura di Mantova
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