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Scoop! Faletti è stato un ghost writer?

Pubblicato: 07 set 2009 da dario

Giorgio Faletti

Negli ambienti dei soliti bene informati addamanéra, come si dice in Sicilia, circola da un po’ una voce incontrollata e incontrollabile, ma troppo succosa per non essere raccontata.

La voce-bomba è che Giorgio Faletti non si avvale di alcun ghost writer (e già questo è clamoroso, visto quello che si dice in giro) ma sarebbe stato lui stesso il ghost writer di altri molto più blasonati autori di romanzi noir e thriller.

Ok, riprendetevi, respirate a fondo, ve lo ripeto. C’è chi è pronto a giurare che per diversi anni, forse sin dai tempi di Drive In, per portare il pane a casa il talentuoso Giorgio Faletti abbia scritto a pagamento vari romanzi e racconti per conto di altri autori famosi - anzi famosissimi, incredibilmente famosi - fino al momento in cui, al culmine di una onorata carriera nell’ombra, ha ottenuto finalmente il privilegio di firmare un libro, il suo “primo”, cioè Io uccido. L’imponente battage pubblicitario di cui l’opera ha goduto da parte del mondo editorial-giornalistico si spiegherebbe quindi con una sola parola, oggi quasi desueta: gratitudine.

Incredibile? Certo, e anche indimostrato. Tant’è che io non ci credo e vi invito a fare lo stesso. L’unica cosa certa è che se ne dicono davvero tante sul conto di Faletti, e aumentano di numero ogni giorno che passa.

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Carlo72

    07 set 2009 - 14:27 - #1
    0 punti
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    Cio’ non spiega niente e prova ancora meno. Può essere che uno faccia il GR e poi usi a sua volta GR. O viceversa.

  • Profilo di soloparolesparse

    soloparolesparse

    07 set 2009 - 14:33 - #2
    1 punto
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    Così diventa molto più affascinante tutta la vicenda…

  • ::: ghost :::

    07 set 2009 - 15:45 - #3
    -3 punti
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    .
    Faletti non è stupido e se ha scritto un libro può scriverne altri cento
    .
    se invece ha usato un ghost writer, magari lo ha fatto solo perché, da straricco, non gli va più di fare la parte “operaia” e noiosa dello scrivere (anche se scrivere un libro nel suo appartamento a New York non deve essere poi così noioso…)
    .
    comunque, la parte “scrittura” di un libro non è quella che vale di più, quindi, se l’ha scritta un altro per fargli risparmiare tempo e lavoro, non è bello ma non è cosi grave
    .
    il vero valore di un libro sta nell’idea, nel soggetto, nei personaggi e nel “plot” per i gialli, per cui, la vera domanda da porsi è… “Faletti si fa i PLOT suoi?” …o li compra da un ghost?
    .

  • ::: ghost :::

    07 set 2009 - 15:49 - #4
    -3 punti
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    .
    a proposito della polemica estiva su Faletti (che ho seguito pochissssssimo) ci potrebbe essere anche un altra spiegazione (lecita ma furba) riguardo all’uso di termini e frasi inglesi italianizzate… ed è l’intento di scrivere un libro-ciofeca in italiano (mercato ormai “piccolo” per il “mito vivente” Faletti) ma perfetto (una volta ri-tradotto) per il mercato di lingua inglese (che non è solo USA ovviamente)
    .

  • ::: ghost :::

    07 set 2009 - 15:50 - #5
    -3 punti
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    e per la trasposizione cinematografica dei libri con recitazione in inglese in presa diretta…

  • Ghost Writer

    07 set 2009 - 17:41 - #6
    0 punti
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    Salve, io sono il ghost writer di Giorgio Faletti. Torno da una vacanza nello Yemen durata cinque mesi (mi ci voleva, con quanto mi fa scrivere ’sto Faletti…).
    Che m’ha cercato qualcuno?

  • bleistein

    07 set 2009 - 23:25 - #7
    2 punti
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    Quindi il prossimo libro di Faletti sarà ricolmo di frasi in slang yemenita. Non vedo l’ora di continuare a non leggere Faletti.

  • Profilo di Roberto D.

    Roberto D.

    08 set 2009 - 09:58 - #8
    1 punto
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    Ahahaha, che faccia tosta che hai, Ghost. “la parte ’scrittura’ di un libro non è quella che vale di più, quindi, se l’ha scritta un altro per fargli risparmiare tempo e lavoro, non è bello ma non è cosi grave”. Starai scherzando? Lo scrittore è chi scrive. Poi c’è il soggettista, amico mio. Ma qui parliamo di cinema, e non di libri. Lo scrittore è chi pensa l’idea, la sviluppa, la scrive e si prende i meriti o i pomodori in faccia. Se non vuoi fare il lavoro da ‘operaio’ come dici, ti metti a fare il panettiere e non lo scrittore.

  • Carlo72

    08 set 2009 - 10:02 - #9
    0 punti
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    @Roberto D: ti quoto.

  • Maghreb

    08 set 2009 - 22:58 - #10
    0 punti
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    Ragazzi, così non veniamo capo! Poniamoci(netevi) una domanda: chi è l’autore di un libro? La risposta, l’unica risposta, è: chi-lo-scrive. Non andate a vedere chi ha scritto il plot, chi il soggetto, chi ha avuto l’idea, come è arrivata l’intuizione… Il libro è di chi lo scrive. Punto.
    Anche fosse che Faletti ha preso un testo in inglese e lo ha tradotto, voi pensate forse che lui lo abbia fatto letteralmente? Lo avrebbe comunque riscritto. E gli avrebbe impartito il suo pieno stile.

  • Rickysws

    09 set 2009 - 12:04 - #11
    0 punti
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    A me sembra che il suo stile (o di chi scrive per lui? Ma dubito, mica è Moccia) sia ben chiaro. E che nei 4 libri ci sia un tipo di scrittura comune. Poi può piacere o no, ma non capisco proprio il motivo di tutto questo battage quando ci sono così TANTI scrittori che si avvalgono di ghost writer (e non mettendo l’articolo intendo che ce ne sono alcuni che ne usanoa nche 6 o 7 per un libro solo) anche più famosi di Faletti.

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