
Sul New York Times è uscito un articolo di Joni Evans, ex editor della Simon & Schuster, sul darwinismo nell’editoria. L’esperta professionista racconta come negli anni ‘80 del secolo scorso si usassero le macchine da scrivere, i telefoni, i manoscritti cartacei da portarsi in giro, le riunioni fiume per decidere le strategie editoriali, le vetrine delle librerie come principale luogo promozionale, etc.
Invece adesso ci sono i computer, i Blackberry, le email al posto dei telefoni, gli ebook, Google al posto dei ricercatori, etc. Questo è il darwinismo nell’editoria, secondo l’acuta Joni Evans.
L’interessante articolo, di grande utilità per tutti e certamente degno di campeggiare sulle prestigiose pagine del NY Times, meriterebbe a mio avviso il commento di un opinionista d’eccezione come il grande capo indiano Estiqaatsi, protagonista dell’ottimo show radiofonico 610. Subito dopo il “continua” riproponiamo un intervento del grande capo relativo a ben altro argomento, ma a mio avviso perfettamente adeguato anche al memorabile testo di Joni Evans.
Carlo72
07 set 2009 - 15:57 - #1Ahahaha!!! In effetti, che articoli…!