Margaret Mazzantini vince il Campiello 2009 con Venuto al mondo. Che ne pensate?
Pubblicato: 06 set 2009 da Roberto Russo
Il Premio Campiello 2009 è stato vinto da Margaret Mazzantini con il romanzo Venuto al mondo (Mondadori), ottenendo 129 voti su 285 giurati.
Fin dall’inizio il romanzo della Mazzantini ha staccato tutti gli altri, che così si sono posizionati:
- secondo posto con 60 voti Conta le stelle se puoi (Einaudi) di Elena Lowenthal;
- terzo posto con 57 voti Almeno il cappello (Garzanti) di Andrea Vitali;
- quarto posto con 24 voti Superstizioso (Sellerio) di Francesco Recami;
- quinto posto con 15 voti La croce e la sfinge. Vita scellerata di Giovan Battista Piranesi (Bompiani) di Pier Luigi Panza.
Voi come avreste votato?
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bleistein
07 set 2009 - 12:50 - #1Secondo Christian Frascella era meglio se la Mazzantini abortiva, e argomenta con le perle più perlacee che si possono leggere nelle prime 37 pagine. Poi lui ha smesso di leggere e io soldi alla Mazzantini non ne do, quindi lì ci fermiamo.
sembrano zoccoli di cavallo su un selciato anziano
l’esperienza accasciante delle persone rinserrate nella loro pozza di buio
una giacca di pelle imbottita di pelo acciaccato
“Commercio in yo-yo.”
poi inghiotte le frange di quella risata
lui è un ragazzo slavo, deve avere i freni in disordine come il comunismo dopo la morte di Tito
la poesia è una partitura, ha il suono degli elementi invisibili… della notte, del vento, della nostalgia
rocciosi artisti scavavano tele di tensione drammatica
ha gli occhi incatarrati di un orso ribelle
feci un passo indietro… un piccolo passo indietro nei miei passi
scruto la strada dove Pietro se n’è andato, e sento già un buco come ogni volta che esce dai miei occhi
Gojko ha la bocca aperta, un’asola buia che fruscia
“Non mi piace dormire disteso, mi sento il cuore negli occhi…”
Pietro lecca il gelato, e per un po’ resta solo il rumore della sua lingua
infilarmi nella città, come uno stecchino in una torta, nella paccottiglia fumante dei ricordi
le cabine della funivia dimenticate nel cielo come denti cariati
è un maniaco dell’igiene orale, ha già avuto due carie e non capisce perché
stanotte è facile farsi scavare da un nome
la gola logora di stanchezza, di ansia
le ciglia chiuse nel bianco delle palpebre sono un filare di alberi spogli nella neve… terra tagliata in due da una trincea