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Buskashi, di Gino Strada, e i ciondoli afghani di Teresa Sarti

Pubblicato: 02 set 2009 da sara

buskashiSi è spenta ieri nella sua casa di Milano Teresa Sarti Strada, moglie di Gino Strada e co-fondatrice, con lui, dell’organizzazione Emergency. Il modo migliore di ricordarla, lo dico a titolo personale, è ovviamente informarsi sul suo progetto: ieri, qualche ora dopo la notizia della sua scomparsa, il sito di Emergency è andato ko per le troppe connessioni.

Noi di Books vi suggeriamo ovviamente qualche titolo da leggere, anche se a firma del marito, per capire dall’interno cosa vuol dire fare i ‘chirurghi di guerra’ in zone critiche, e gestire un’organizzazione del genere ’sul campo’. Oltre al pluripremiato ‘Pappagalli verdi’, riprenderei in mano ‘Buskashì’ (il nome viene da un gioco tradizionale afghano), che parla dell’Afghanistan dopo la morte di Massud e alla vigilia dell’11 settembre. Si tratta di un vero e proprio reportage, senza fronzoli, che racconta tutta la fatica di quel viaggio, e testimonia dell’incontro con la gente di quei posti. A volte infatti gli operatori umanitari sono gli unici testimoni della storia dei nostri tempi, a parte qualche ultimo reporter ‘d’assalto’.

Il libro mi è venuto in mente guardando tutte le foto di Teresa Sarti, in cui mostra il suo inconfondibile e bellissimo ciondolo afghano al collo: uno di quelli prodotti dalle donne afghane che si riuniscono da anni in uno degli ospedali di Emergency nel loro paese e che producono monili che l’organizzazione rivende per loro (me lo hanno spiegato a voce dei volontari, quando ne ho comprato uno). Oggi io indosserò il mio.

Gino Strada
Buskashi
Feltrinelli
12 euro

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