Morti di carta, di Alicia Giménez-Bartlett

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copertina morti di carta Questo è l’unico libro che avevo portato in vacanza. Sprovveduta e poco lungimirante, soprattutto perché conosco i gialli di Alicia Giménez-Bartlett, di cui ho già parlato, e so che si lasciano divorare e creano una strana dipendenza. In questa nuova avventura, l’ispettore Petra Delicado e il suo vice Fermìn Garzòn sono alle prese con lo scintillante mondo dello spettacolo.

Il cadavere rinvenuto è quello Ernesto Valdès un agguerrito presentatore, esperto in cronaca rosa e nel libero pettegolezzo. Di nemici ne avrebbe tanti, a vedere come demolisce gli ospiti della sua trasmissione, ma il colpevole tarda a venir fuori. Nel frattempo gli omicidi aumentano e Petra e Fermìn vengono messi sotto torchio dal commissario.

Rispetto agli altri romanzi ci sono alcune novità: l’azione si sposta a Madrid, sebbene una parte delle indagini si svolga a Barcellona; i due personaggi vengono affiancati da un altro agente, l’ispettore Moliner, definito dalla voce narrante della protagonista un autentico poliziotto, “la cui argilla, il giorno della creazione, dovette essere insufflata di alito poliziesco”.

Come sempre, parallele alle indagini, scorrono le riflessioni filosofico esistenziali di Petra, incentrate questa volta sul matrimonio e sulle generalizzazioni sessiste. Tutti intorno a lei hanno problemi con la “santa unione”: la sorella Amanda si sta separando dal marito e così anche Moliner e persino nel caso di Valdès le relazioni coniugali sono in primo piano.

Non mancano le sagaci battute di Petra, a cui l’autrice ha ormai abituato i suoi lettori. Ne riporto qualcuna: “Voi lo sapete cos’è un figlio di puttana? - domadò Coronas a mo’ di introduzione.” Risposta dell’ispettore Delicado: “Veramente, non saprei. In realtà è curioso come i più gravi insulti rivolti agli uomini ricadano sempre sulla testa di una donna. Mi dica lei, signor commissario, perché per dare del mascalzone a uno bisogna tirare in ballo sua madre.” E poi: “…Benvenuti nel mondo dei vip! Hai dei vestiti da sera, Petra?” “La sera mi metto in pigiama”.

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