
“E così un bel momento olé, c’è lo sputtanamento olé…”
L’elegante citazione di Cochi & Renato giova a introdurre il divertente e divertito articolo di Matteo Sacchi in merito al “caso Faletti”, polemica estiva scaturita dal fatto che alcune frasi di Io sono Dio sembrano maldestramente tradotte dallo slang americano.
“Maldestramente” in questo caso è un eufemismo per dire che siamo a livelli da Google Translate. Lo stesso Sacchi ne elenca un bel po’ (”sciogliersi fra la gente”, “tenne sospesa per aria una speranza”, “carta da visita”, etc.) e naturalmente i sospetti fioccano. Faletti copia (male) da qualche autore anglofono? O ha commissionato la scrittura dei suoi libri a un ghost writer americano non ferratissimo in lingua italiana? Oppure si tratta di una consapevole scelta artistica, che fa di Faletti il Camilleri italo-americano? Anch’io, nel mio piccolo, vorrei dire la mia.
La mia è semplicemente questa: ogni possibile spiegazione della vicenda è semplicemente assurda.
1. Faletti ha rubato un libro a un autore anglofono, traducendolo male e consegnandolo agli editor di Baldini Castoldi Dalai senza che questi si accorgessero di niente? Impossibile: Faletti è uno dei top writer italiani, peraltro proveniente dal cabaret televisivo e quindi pregiudizialmente accusato di non scrivere da solo i propri libri. Per lui sputtanarsi così sarebbe ancora più assurdo che per altri. D’altro canto Baldini Castoldi Dalai non è una tipografia a pagamento di provincia, e se anche lo fosse sarebbe comunque assai improbabile una tale assenza di controllo.
2. Faletti o chi per lui ha commissionato il libro a un ghost writer americano, mal traducendolo o comunque non controllandolo? Anche questo è assurdo per le stesse ragioni di cui sopra. E aggiungo che, con tutti i soldi che si è fatto, Faletti potrebbe permettersi il meglio del meglio che il mercato dei ghost writer e dei traduttori possa offrire.
3. Faletti ha usato appositamente espressioni idiomatiche USA inesistenti in italiano, così come Camilleri è solito scrivere “ci spio” o “cabbasisi”? Può essere: ma perché non sistematicamente, come fa Camilleri? Perché talora a scapito della comprensibilità del testo? E soprattutto, perché non dirlo subito, a scanso di facilissimi e prevedibilissimi equivoci?
Inoltre, è mai possibile che le risposte fin qui fornite da Faletti oscillino solo tra lo sbeffeggiante e, come osserva Matteo Sacchi, l’arrogante?
emme1
24 ago 2009 - 09:49 - #1le risposte piccate e arroganti di faletti confermano che c’è sotto qualcosa di losco e di molto squallido, secondo me. tra l’altro nel finale della sua inelegante e un po’ patetica risposta utilizza i tipici contro-argomenti da dilettanti, l’infantile “è tutta invidia” e il classico “però alla gente piace” (l’equivalente del berlusconiano però la gente mi vota). ehhh, certo. milioni di non mosche non possono sbagliarsi, eh?
sul primo argomento direi che è difficile invidiare uno che scrive tanto male. sul secondo invece direi che è il caso di stendere un velo pietoso, perchè in effetti pensare che milioni di persone hanno questo libro sul “tavolino da notte” o comunque l’hanno letto under the beach umbrella è po’ triste, altro che gioco linguistico post-moderno: semplicementela gente è talmente demente che non si accorge di certe cose.
che sia finalmente giunto il momento che il pallone faletti si sgonfi?
Gloutchov
24 ago 2009 - 09:56 - #2Non so che dire. Di Faletti ho letto solo i primi due titoli e… mi son sembrati scritti da persone differenti. Ho proprio avuto la sensazione che la mano e lo stile fossero differenti. Un mio amico (e altrettanto appassionato lettore) che ha letto il terzo, ha confermato questa mia sensazione… anche se ha pure sottolineato che il terzo ritorna ad avvicinarsi allo stile del primo.
Io sono Dio… ho letto le argomentazioni che appaiono sui giornali e, devo dire che non mi sorprendono più di tanto. Mi spiego meglio. Negli ultimi anni ho notato un peggiorare dell’editing sui libri dei grandi editori. Mondadori, Einaudi e anche Baldini & Castoldi. Poi ho letto un bell’articolo su un quotidiano, un mesetto fa, credo fosse il Corriere della Sera, in cui si spiegava questa peggiore cura nei testi con un fenomeno che, lo ammetto, ha investito pure altri ambiti lavorativi. I tempi di realizzazione di un prodotto si stringono, il time2market è fondamentale per avere il massimo profitto da un libro e… se il manoscritto giunge all’ultimo momento, allora gli editor avranno poco tempo per curare i dettagli necessari ad avere un testo pulito.
Non giustifico nessuno, anche perché trovo odiosi i problemi di editing troppo evidenti e palesi, ma non mi sorprende che il libro di Faletti possa soffrire di questi problemi. Immagino che il time2market prevedesse per Io sono Dio un’uscita leggermente anticipata rispetto alle vacanze estive, così da avere tempo per la promozione e un advertising pubblicitario efficace. Non dimentichiamo, infatti, che è di recente introduzione il fatto che i libri appena usciti vengano subito definiti come “L’ultimo best seller di…” cercando di attirare l’attenzione con un termine che, al momento dell’uscita, non dovrebbe essere utilizzato. Ad ogni modo… il fatto che certi problemi di editing avvengano a spot potrebbe essere sintomo di un editing fatto a più mani, ovviamente per risparmiare tempo, e ahimé alcuni editor, magari più esperti, hanno pulito meglio degli altri.
Tutte supposizioni. Così come sia una supposizione che Faletti abbia un GhostWriter. Supposizione che esiste sin dai tempi del suo esordio. Quanto alle risposte fornite da Faletti, non so che dire. Forse è un po’ stanco di sentirsi al centro del mirino e risponde un po’ fuori dalle righe. Forse..
gersk
24 ago 2009 - 09:57 - #3Certo, ogni spiegazione troppo semplice, come quelle elencate, è sbagliata.
Ma non è neppure vero che solo in quanto ex-cabarettista Faletti sia “pregiudizialmente accusato di non scrivere da solo i propri libri.”
Non si tratta di un’accusa, ma di una constatazione dei meccanismi dell’industria culturale, che ha bisogno del nome noto per promuovere facilmente prodotti difficili come i libri.
Ormai, come può constatare chiunque, questo è un meccanismo inevitabile: chiunque raggiunga, per qualsiasi motivo, una certa notorietà prima o poi pubblica il suo bel libretto. Che non si sa se viene letto, ma di certo viene ben distribuito e quindi spesso anche comprato.
E’ un meccanismo che non fa troppe distinzioni e vale tanto per il libro del santo padre quanto per le confessioni della pornostar.
Questo non esclude che Faletti sappia costruire una storia, una buona storia. E che lo faccia magari anche meglio di diversi “scrittori laureati”.
Ma - per farla breve - se anche il minimalismo del buon Carver, a suo tempo, fu modellato a da un grande editor, è semplicistico ora pensare che anche il nostro simpatico Faletti abbia avuto una manina?
E che talvolta questa manina santa possa cambiare e avere qualche caduta?
ilrenudo
24 ago 2009 - 10:23 - #4Direi che le prove, come l’autorevolezza di chi le ha portate, non danno adito a dubbi: che Faletti non scriva i suoi libri, in parte ma probabilmente in tutto, è l’unica ipotesi plausibile; non credo che ci sia molto da discutere su questo fatto. Ciò che rattrista è che un tal individuo sia stato scelto (da chi?) qualche anno fa, addirittura come testimonial di una campagna contro la pirateria durante la quale ha avuto il coraggio di sparare a zero sull’opensource, dimostrando così la sua profonda ignoranza sull’argomento.
Vedere: http://punto-informatico.it/1246094/PI/Commenti/contrappunti-faletti-perduto.aspx
Che tristezza e che vergogna (per lui)…
Roberto D.
24 ago 2009 - 12:18 - #5Mah, il Faletti non l’ho mai letto, però ho letto tutte le puntate di questa ‘querelle estiva’ e devo dire che sì, Giorgino mi sembra un po’ rosicare. Nella sua risposta accusa qui, e accusa lì, in un tono tanto presuntuoso e altezzoso che nessuno scrittore ha e dovrebbe avere.
Cosa penso? Penso che sì, ci sia qualcosa sotto. La frasi che fanno capi d’accusa sono decisamente troppe, e troppo strane per avere una giustificazione realista e sensata.
Da scrittore di racconti, se venissi accusato di ‘plagio’ o di avere chi scrive per me, confesso che parlerei con l’accusatore, rilascerei l’intervista, cosa che a quanto pare lui si rifiuta di fare. Perché, se hai tutte le rispose alle domande ‘fasulle’ che ti fanno?
Mr.Smog
24 ago 2009 - 13:41 - #6Quoto tutti.
:-)
MircoC
24 ago 2009 - 14:30 - #7Secondo me questo “litigio” è combinato :-/
Guarda caso queste cose capitano sempre d’estate
Roberto Bello
25 ago 2009 - 14:21 - #8Purtroppo devo ritornare sull’argomento.
Giorgio Faletti nel suo ultimo intervento sulla stampa ha fatto una proposta che potrebbe risolvere l’annoso problema dei troppi ospiti delle carceri italiane.
Infatti Giorgio Faletti per dimostrare che non ha utilizzato degli aiutanti nella scrittura di “Io sono Dio” propone di scrivere il prossimo romanzo essendo controllato 24 ore al giorno da un notaio.
Se poi sarà dimostrato che nessun aiutante lo avrà avvicinato, allora anche nel passato non è stato aiutato.
Ha inventato la regola che il passato non conta se il presente è diverso; quindi le carceri italiane devono liberare tutti i carcerati in attesa di giudizio che, in costanza di detenzione, non hanno commesso i reati per i quali sono detenuti.
I romanzi ammettono le più sfrenate fantasie, non altrettanto la logica del normale buonsenso.
vikky
25 ago 2009 - 14:37 - #9Di Faletti ho letto il suo primo libro (”io uccido”, tra l’altro scaricato da internet in pdf) e mi é sembrato talmente brutto, banale e scontato che ho deciso che Faletti mi piace più come cabarettista e attore (seppure “generico”) che come scrittore.
Pipischella
25 ago 2009 - 15:58 - #10Bella la foto di Francesca Martino dal set di Cemento armato… Proprio su quel set ho conosciuto Faletti e non mi è mai parso altezzoso, presuntuoso o rosicone. Ma è un po’ che non sta proprio bene, quindi potrebbe essere che abbia usato un ghost writer… Certo, quelle risposte non gli fanno onore, non sono da lui.
Ma voglio suggerire un altro spunto: perché avrebbe dovuto usare un GW anglofono? Ne esistono anche di italiani, ne conosco giusto una in gamba… ;)
Comunque va bene il peggioramento nell’editing (si trovano certi strafalcioni grammaticali!), però la Baldini Castoldi Dalai non credo che proprio manco lo legga il manoscritto, dai…
Pipischella
25 ago 2009 - 16:03 - #11e comunque il libro non l’ho letto, ma mi pare che siano personaggi americani a parlare, quindi forse era davvero voluto? Forse gli do il beneficio del dubbio perché, ripeto, di GW se ne trovano anche in Italia - e più a buon mercato.
emme1
25 ago 2009 - 21:25 - #12ma se è come dice faletti allora in un libro americano con personaggi italiani potremmo trovare frasi tipo “give to the heel, give to the tip” (daje de tacco, daje de punta) ? mio dio, io ci spero.
Benjy
26 ago 2009 - 14:19 - #13Secondo faletti tradurre un Nobel e preparare il caffè a Del Piero sono la stessa cosa. Basta questo per capire quanta (poca) materia grigia ha in testa.
A chi giustifica l’uso dei calchi con l’ambientazione in America - ma a voi, quando leggete “te ne devo una”, viene in mente l’America o uno che non sa esprimersi? A me quest’ultima. Se vuoi dare un gusto americano al tuo romanzo sono ben altri gli artifici cui ricorrere. Quei calchi possono avere un sapore americano se abbiamo un americano che cerca di esprimersi in italiano, altrimenti non hanno senso.
gersk
27 ago 2009 - 08:55 - #14quoto @Benjy @emme1
Quando nella traduzione di un capolavoro della letteratura francese dell’Ottocento edito da un grande editore trovo di continuo Monsignore anziché Monsieur, che devo pensare? Un francesismo o una sciatteria?
Francesca P.
02 set 2009 - 20:57 - #15A me Faletti piaceva molto come comico.
Dei libri con la sua firma non ne ho letto neanche uno.
Questa vicenda non fa altro che confermare che ho fatto bene.
Colgo l’occasione per dire che è davvero SCANDALOSO il fatto che esistano pseudo autori con nomi famosi per i quali scrittori fantasma prestano il loro intelletto per far vendere libri in gran quantità, proprio grazie al nome presente in copertina.
Una volta di più in cui conta la forma e non la sostanza.
Le grandi case editrici dovrebbero leggere e pubblicare i VALIDI non noti, invece dei NON VALIDI soliti noti.
Giulia [Studio83]
03 set 2009 - 11:07 - #16Povero Faletti! Le sue parole di “discolpa” sono peggio delle accuse perché si dimostra essere uno scrittore di pochi argomenti, pieno di sé e di grande sciovinismo.
Come se non bastasse disprezzare i titoli accademici e i curriculum altrui (e in modo da far sospettare qualche complesso di troppo…) tira fuori dal cilindro i dati di vendita dei suoi libri, rispolvera la classica accusa “siete invidiosi, gnè gnè!” e definisce il tutto come “querelle premestruale”.
Ha ragione solo su una cosa: non è un grande scrittore. E non ha nemmeno capito che certe uscite e insinuazioni di cattivo gusto (tipo quella alla “signora piacente che trascura la sua vita privata per criticare me”) coprono di vergogna chi le pronuncia, non chi le riceve. Che uomo triste.
Adarshana
05 set 2009 - 14:47 - #17Ciao a tutti.
Quest’estate ho conosciuto una ragazza che conosce PERSONALMENTE chi ha scritto il primo libro di Faletti e vi posso garantire che non porta il suo nome. E’ stata solo un’operazione commerciale ben riuscita. Ma se per diventare uno scrittore famoso o per guadagnare qualche euro devi vendere i tuoi libri a gente come Faletti & co. che vuole farsi solo soldi facendo credere di essere DIO (ogni riferimento è casuale), allora penso che un po’ di dignità l’abbiamo persa tutti.
kieppa
05 set 2009 - 23:40 - #18concordo anchio, non mi ha dato mai l impressione, di un autore; o sempre diffidato.
e infine dico faletti va a zappare, almeno puoi dire che i pomodori li hai coltivati tu, e on hanno ogm.
:-)))))))
stefaniaca
07 set 2009 - 22:31 - #19Come siete politicamente e ipocritamente corretti!
Io non lo so se Faletti scrive o no i suoi libri, ma mi sentirei eticamente mostruoso/a nell’accusarlo senza essere sicuro/a.
E’ come mettere in galera un presunto innocente.
E se è innocente come si dovrebbe sentire? Orsu’ rispondete!
come siete salottieri, e banali!
Aggiungo inoltre che la risposta alle due immagino arrogantemente snob accusatrici, sia fin troppo educata, visto che se è innocente ben doloroso deve essere stato questo colpo basso. ben doloroso, al di la’ del narcisismo, al di la’ della cattiva pubblicita’, al di la’ della eventuale sensazione di non poter vivere in pace.
Mio padre mi ha sempre insegnato che è meglio un delinquente fuori che un innocente dentro…ma voi la pensate diversamente.
per quell’orribile noia che vi ritrovate.
Ha ragione.
siete invidiosi.
noterei anche un po’ di livore.
Voi non notate?
Carlo72
07 set 2009 - 22:41 - #20@stefaniaca:
Sinceramente, l’unica livorosa mi pari tu.
Rome
04 ott 2009 - 08:23 - #21Siete tutti molto bravi a puntare il dito, vorrei sapere quanti di voi hanno davvero letto tutti i libri di Faletti, sputate sentenze senza sapere niente…io ho conosciuto Faletti qualche anno fa e vi posso garantire che ha passato mesi interi rinchiuso nella sua casa di Asti o all’isola d’Elba a scrivere (lui e non un altro)…ha passato anche qualche mese in america per documentarsi ed è normale che abbia usato frasi all’americana…vi assicuro che ho le prove certe che sia stato lui a scrivere…l’unico rimprovero che potrei fargli è solo quello di aver risposto con un tono forse un pò troppo scorbutico a certe insinuazioni, ma può essere comprensibile…ma è una questione caratteriale, non c’entra nulla con l’autenticità dei suoi romanzi…e poi su, non fate gli ipocriti, quanti di voi non si sentirebbero offesi dopo tanta fatica spesa a scrivere qualcosa che poi viene criticata ingiustamente di falsità? C’è gente che si scalda per molto meno…