La biblioteca di San Lazzaro degli Armeni a Venezia

Si tratta di una biblioteca singolare, inserita nel monastero veneziano di San Lazzaro degli Armeni.

Il complesso di edifici situato nell'isoletta della laguna laguna leggermente ad occidente del Lido, era stato abbandonato nel XVI secolo e poi assegnato il 26 agosto 1717 dalla Repubblica di Venezia ad un gruppo di monaci armeni in fuga da Modone guidati dall'Abate Mechitar, che l'8 settembre dello stesso anno presero possesso dell'isola, cominciarono a restaurarne la chiesa e vi fondarono successivamente una tipografia destinata a diffondere autonomamente la lingua e la cultura Armena, indipendentemente dalle tipografie Veneziane, e successivamente anche una biblioteca. Quest'ultima è composta da più sale. Tra le sue stanze ce n'è una di forma circolare in merito alla quale si dice che chi si ponga esattamente al centro parlando a voce alta, possa intendere distintamente l'eco delle proprie parole come se fosse in uno spazio stretto. A proposito di questo luogo dall'atmosfera mistica e un po' sinistra, del quale siamo venuti a conoscenza grazie ai "Misteri della laguna e racconti di streghe" di Alberto Toso Fei si raccontano varie leggende, tra quali una in particolare, si tratta della diceria secondo la quale tra i volumi presenti nella raccolta ne esisterebbe persino uno rilegato in pelle umana.
Quel che è certo è che i tomi che vi sono custoditi sono una delle fonti d'orgoglio di quello che è considerato come uno dei più importanti centri della cultura armena al mondo. Nella piccola terra di pochi metri quadrati (che venne risparmiata anche da Napoleone nel 1810 in qualità di accademia di scienze) e che è attualmente abitata da una ventina di Padri Armeni Mechitaristi che si occupano della sua gestione, si trova una ricca biblioteca abbellita da opere d'arte e da un affresco del Tiepolo, che divenne un punto di riferimento per la diaspora. Tra i manoscritti giace un esemplare del VI secolo, ma vi trovano posto anche oggetti che non ci si attenderebbe, come una mummia egiziana (di Nehmeket) e un trono indiano del XV° secolo, collocati nella sala dedicata a Lord Byron, che soggiorno' nell'isola per un certo periodo durante il 1816, come dimostra una targa in pietra restata a testimonianza e destinata ad incrementandone il fascino dell'isolotto.

Via | turismovenezia.it

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