Basta dover pagare una bolletta o ritirare un pacco recapitato quando non eravamo in casa, per trovarsi tutti in fila agli sportelli delle Poste Italiane. Per fortuna c’è il biglietto con su scritto l’ordine d’arrivo di ciascuno, che ci indica la coda giusta da seguire, evitandoci un’inutile attesa: ma chi l’ha detto poi che il tempo non è denaro? Per gli uffici postali dire “tempo” equivale a dire “entrata”= soldi = incasso.
Almeno considerando quei 2 milioni di copie di libri venduti nel 2008 nei circuiti Poste Italiane che, per ingannare l’attesa, propongono un catalogo ricco di titoli e prodotti audiovisivi per tutte le fasce di età e di interesse. Questo contributo alla cultura dato da P.I. è stato sottolineato ieri a Cortina d’Ampezzo (Bl) dal Presidente, Giovanni Ialongo, in occasione dell’incontro-firma con il professor Flavio Caroli.
P.G.
16 ago 2009 - 09:32 - #1Ma perchè le poste devono mettersi a vendere libri, rubando il pane ai piccoli librai? Non c’è già abbastanza fila per vaglia, bollettini, conti correnti e spedizioni?
monikkaa
16 ago 2009 - 21:44 - #2Te lo spiego io il perchè: Il signor Berlusconi è uno dei maggiori azionisti delle poste italiane, e guardacaso, da quando lo è diventato, ora le poste pullulano di libri MONDADORI. Una coincidenza? non credo………….