Blockbuster al Salone del Libro, Donato Carrisi presenta L'ipotesi del male

Nella sala gialla del Lingotto Fiere il giallista italiano più amato del momento presenta il suo nuovo thriller, si intitola L'ipotesi del male e affronta tematiche antropologiche.

"Le categorie di bene e male si confondono perchè non esistono leoni vegetariani, giusto?". Partirei da qui per presentarvi il libro che incalza ZeroZeroZero di Roberto Saviano nelle vette delle classifiche di vendita, sto parlando di L'ipotesi del male (Longanesi, 18,60 euro cartaceo e 9,90 euro in e-book), presentato durante il Salone del Libro di Torino. E forse non è casuale che l'evento fosse nella Sala Gialla, scenario perfetto per lo show -letteralmente- di Carrisi (classe 1973), maestro del coinvolgimento; la sala gremita (con ampio codazzo in attesa fuori) pende dalla sua voce teatrale, dai gesti tipici del presentatore, in agio totale sul palco.

Il nuovo thrillerone -lo chiamo così con affetto- parla di persone scomparse, e di quello che possono combinare quando ritornano; ma per risolvere la questione è necessario riavvolgere il nastro e andare a vedere come mai sono state inghiottite nel nulla. Dico subito che non sono una fan dei tomi noir, ma ammetto di aver iniziato la lettura la sera stessa di ritorno sul treno per Milano; cos'è che mi ha conquistato? Non le riverenze degli autori celebri d'Oltreoceano, non le recensioni o i commenti online. E' stata la genesi del libro a catturarmi; per farlo, Carrisi è veramente sparito dalla circolazione, perchè secondo lui: "...era l'unico modo per scrivere una storia sugli scomparsi". Ha viaggiato in lungo e in largo per andare a intervistare persone realmente coinvolte in situazioni simili, ha fatto ricerche negli obitori d'Italia e del mondo. Una prassi quasi accanita, che però suona bene nell'oceano di informazioni poco approfondite che ci circonda.

Le pagine scorrono veloci, l'immersione è progressiva; saranno gli assunti antropologici snocciolati da un agente speciale (e un po' ascetico), barlumi di spiritualità millenaria riproposti in salsa etologica, dove il perno centrale è la perdita d'identità. C'è l'impressione però, che quest'ultima venga scongiurata forse grazie anche alle nostre paure. E anche su questo, Carrisi è estremamente preparato.

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