Salone del Libro di Torino: foto e impressioni

Tra i mille e mille libri presenti al Salone di Torino ci muoviamo anche noi di Bookbslog. Ecco un po’ di foto in diretta dal Lingotto e alcune impressioni di chi scrive.

Salone del Libro di Torino 2013

Sono tanti gli appassionati di libri e i semplici curiosi che in questi giorni visitano il Salone del Libro di Torino. Una marea di persone che si muove attraverso gli stand, si ferma a sfogliare libri, acquista. Tante, tantissime persone ai vari incontri di presentazione di libri, approfondimenti, aggiornamento. Ci sono, com’è ovvio, incontri che sono più gettonati e altri un po’ deserti, ma la sensazione che si ha camminando nei padiglioni è che, a dispetto del fatto che in Italia si legga poco, qui, a Torino, la voglia di lettura sia proprio tanta.

Rispetto agli altri anni gli stand sono un po’ più piccoli – segno forse di questa benedetta crisi che ci accompagna ogni giorno – ma non per questo l’interesse è minore. Affollatissimi sono gli stand dei grandi editori, ma anche quelli più piccoli o i meno noti si difendono bene. Ho notato un’equa suddivisione, diciamo così, tra gli amanti dei libri cartacei e quelli degli eBook: se nelle scorse edizioni gli stand con gli eReader erano presi di assalto per via della novità, ora l’interesse è sulla lettura in genere e questo, a mio parere, è un bene perché l’importante è leggere, lo strumento è secondario.

Chi ama i libri vivrà senza dubbio un’esperienza esaltante al Salone di Torino: fai un passo e trovi Luis Sepùlveda che parla dei suoi libri, ti giri e incontri Mariapia Veladiano. Svolti a sinistra e ti imbatti in Marco Marsullo e più in là scorgi Mariolina Venezia.

Certo, una tale affluenza di vip e lettori ha i suoi inconvenienti: trovare un posto per riposare un attimo è arduo, visto che di panche ce ne sono veramente poche in giro. Visto che poi molti incontri si svolgono in simultanea in stand aperti, ci sono momenti in cui il vociare non è più sommesso, ma è veramente una Babele di rumori, suoni e lingue. Eppure tutto questo caos, un po’ alienante, ha il suo fascino perché permette di scoprire la creatività del mondo del libro. Non a caso lo slogan del Salone di quest’anno è Dove osano le idee.

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