Clemente Mastella si vanta di essere uno degli ultimi baluardi cattolici in politica e, così, ho ritenuto giusto avvicinarmi alla sua autobiografia – Non sarò Clemente, scritta con Marco Demarco e pubblicata da Rizzoli – cum animo magno come consiglia di agire sant’Ignazio di Loyola.
Si tratta di un testo in cui Mastella racconta e si racconta, ma c’è un problema di fondo, secondo me: a chi si rivolge questo libro? Mi pare che non sia stato soddisfatto uno dei primi criteri ai quali si guarda nel pubblicare un libro: chi lo leggerà? A chi è destinato? Chi sarà il lettore ideale? È una sensazione che ricorre lungo tutto il libro: forse Clemente Mastella sentiva l’urgenza di dire qualcosa – anche qui: cosa? Accusare? Difendersi? Illustrare? Pura riflessione su quel che ha fatto? – e, spinto da tale urgenza, ha licenziato per le stampe un libro che, tolti alcuni aneddoti di vita politica che possono essere simpatici – per il resto sembra un libro inutile.
Anche il sottotitolo – Memorie dell’ultimo democristiano – rimanda quasi ad un puro esercizio di stile di chi si guarda l’ombelico e nulla più. Incluse anche le (prevedibili) dichiarazioni di amore verso sua moglie Sandra e verso la politica.
Ecco alcuni passi dal libro
Non sarò Clemente è il titolo delle memorie mastelliane. Quando l’ho preso in libreria la signora che faceva la fila con me alla cassa ha detto: “Chissà quando la smetteranno gli italiani di essere clementi con lui?”. Che ne pensate?
Clemente Mastella – Marco Demarco
Non sarò Clemente. Memorie dell’ultimo democristiano
Rizzoli 2009
pp. 263, euro 18,00
Mr.Smog
29 giu 2009 - 12:22 - #1Che. Schifo.
Anonimo codardo
30 giu 2009 - 00:25 - #2Ma per favore…
*perru*
30 giu 2009 - 10:20 - #3sopprimetelo
Daniele Papp
30 giu 2009 - 17:15 - #4Meno male che ci son persone come De Magistris… altro che Mastella!!!