Intervista a Francesco Oggiano, nei meandri di Beppe Grillo Parlante

Nove domande a Francesco Oggiano, autore di Beppe Grillo parlante.

Ci siamo concentrati sulla base del libro per fare la radiografia a quello che dice, senza dimenticare ciò che lascia intendere. E per spingerci negli interstizi di una narrazione ricca proprio perché alternante, continuamente sospesa tra un velo di ammirazione per alcune idee fondamentalmente utili e condivisibili, ma allo stesso tempo fortemente critica, e in quanto tale lontana da ogni sospetto di manierismo, abbiamo deciso di fare qualche domanda al suo autore, punzecchiando ulteriormente alcuni nuclei caldi e pruriginosi, come l'influenza dell'ombroso Casaleggio, alcune prossimità ideologiche con il partito pirata e l'interessante struttura mobile stile Meetup.

Come ci si avvicina ai meccanismi del M5S?
Credo che il modo migliore sia con umiltà. Il M5S è l'esperimento politico più rivoluzionario degli ultimi anni a livello mondiale, con le sue logiche e i suoi codici. Il modo migliore per capirlo, ed eventualmente criticarlo, è avvicinandocisi in punta di piedi.

Qual'è l'importanza dei social nella coesione interna?
I social (Facebook e i Meetup, meno Twitter) amplificano la comunicazione e le interazioni tra gli attivisti. Credo che siano stati e siano un volano comunicativo che ha permesso al Movimento di "conoscersi" e svilupparsi così in fretta, dal 2005 a oggi. Ma in quanto tali, amplificano anche le interazioni negative. Moltissime diatribe locali, penso a quella bolognese, che hanno poi portato a espulsioni eccellenti, sono iniziate e si sono sviluppate esclusivamente attraverso i social.

Impressioni e dinamiche del duomvirato Grillo-Casaleggio. Il ruolo del controverso Guru e la sua influenza sul comico.
Sono due profili perfetti per andare d'accordo. Sono entrambi convinti di quello che dicono, entrambi sicuri di sé, sufficientemente egocentrici e dotati di una tensione demagogica e interessati alla società civile. Al tempo stesso risultano complementari nell’atteggiamento (esuberante uno, discreto l’altro) e nelle competenze (di linguaggio uno, di tecnica l’altro). Cosa non comune, si fidano ciecamente l'uno dell'altro. E si influenzano reciprocamente. Non c'è un comandante e un vice. Sono entrambi capi, allo stesso livello, magari uno più mediatico (Grillo) e l'altro più operativo (Casaleggio). I due si sentono almeno cinque volte al giorno e si scambiano opinioni su quello che sta avvenendo nel Movimento. Raggiungono un accordo di massima, che sia su un post su un tema poco conosciuto, su una "ramanzina" o su un espulsione. Quindi Casaleggio concretizza sul blog la decisione presa.

La democrazia partecipativa, modello filosofico che ricalca la teoria dell'informazione o bruciante illusione del contemporaneo che si sostanzia proprio nella fantomatica piattaforma tanto attesa e mai arrivata?
La democrazia sognata da Casaleggio è quella nel quale - parole sue - "una persona non delega più il politico ma controlla l'operato di un dipendente, che ha una carica pubblica importante ma che è tenuto a rispettare il mandato in termini di progetto, di proposte, non di concetti politici generalisti". La strada per raggiungere l'obiettivo (o la chimera) è ancora lontana. A mio parere, ciò che Grillo e Casaleggio stanno tentanto di creare in Italia è un embrione di quella demodinamica teorizzata dallo studioso francese Pierre Lévy. Anticipando le tesi iniziali di Grillo di quasi 10 anni, Lévy diceva che oggi il problema politico non consiste più nel prendere il potere, ma nell'accrescere le potenzialità del popolo. Alla democrazia diretta, in cui è il popolo a comandare, viene preferita la demodinamica, in cui regna la sovranità di fatto di un popolo sempre più informato grazie alle dinamiche di aggregazione e apprendimento collettivo (vedi internet e Meetup).

Coluche e l'esempio del comico castigatore della politica, una maschera vecchia ma sempre attuale che prende sembianze italiane.
Sì, anche se dopo l'entrata in Parlamento Grillo ha calato sempre più la maschera del comico e indossato quella del politico. A breve comunque riprenderà la maschera comica, per salire sui palchi allestiti nelle piazze italiane in cui farà tappa elettorale in vista delle elezioni comunali di giugno.

Grillo e le grandi e continue battaglie, difensore accorato della cause dimenticate o attento selezionatore di argomenti?
Entrambe. Sin dalla sua nascita il blog Beppegrillo.it è stato un attentissimo selezionatore di argomenti dimenticati. Ha mescolato temi "di massa" con argomenti meno conosciuti. Dalla moria delle api alle opere in costruzione per le Olimpiadi di Pechino ("orgasmo del cemento"), il blog ha voluto dare voce a chi non aveva voce. Ha portato alla ribalta persone che si ritrovavano a essere protagoniste di fatti passati sottotraccia sui grandi media, come la madre di Federico Aldrovandi. C'è anche un curioso equilibrio, nella scelta delle battaglie portate avanti in tutti questi anni. Come se si rivolgessero a un solo corpo umano, alcune hanno coinvolto la testa dei lettori, intesa come loro coscienza politica (quelle contro le doppie poltrone in Parlamento o per le riprese video dei consigli comunali), altre la loro bocca intesa come voce (quelle contro le norme considerate limitative della libertà di opinione), altre ancora hanno puntato allo stomaco (quelle sul precariato o sugli orsi della luna), altre al portafoglio (quelle tese a proteggere i risparmi degli italiani), altre infine hanno coinvolto le loro gambe (le battaglie per la difesa del territorio).

Vicinanze di intenti con il Partito Pirata.
Poche. Il Partito Pirata è nato sulla base di una singola battaglia, quella per il copyleft, ed è un piccolo movimento virtuale. Il Movimento 5 Stelle è al confronto una corazzata, con attivisti radicati sul territorio e presenti nelle strade, a fare volantinaggio, raccolte firme, ecc. Il colpo di genio di Grillo e Casaleggio è stato di fondare la comunicazione sui Meetup, forum che costituiscono soltanto un punto di partenza, un mezzo per gli incontri reali tra persone fisiche di una stessa città. Se a Meetup.com fossero stati preferiti strumenti come Facebook o MySpace, probabilmente il movimento non avrebbe mai visto la luce.

Tra ruolo liberatorio della rete e dirigismo in versione blog, cosa cercano gli aderenti nella filosofia delle cinque stelle?
Alcuni cercano una piazza, virtuale o reale che sia, in cui sviluppare il proprio senso civico. E la trovano nei forum locali. Altri invece vogliono soltanto un leader cui aggrapparsi in modo più superficiale. E lo trovano nel blog di Beppe Grillo.

Previsioni per un futuro prossimo di un movimento ad alto rischio di sfilacciamento.
Il Movimento sta attraversando il suo periodo decisivo. I neo-parlamentari sono stati messi davanti alla tentazione, questa volta concreta, di cedere alla tradizionale vita politica romana, con i suoi abbracci e col suo lo stile accomodante del "volemose bene". Quanti riusciranno a mantenere la parola data al momento dell'elezione? Grillo aveva previsto una quota di "traditori" ("Anche noi avremo i nostri Scilipoti"), ma il punto adesso è diverso. La maggioranza relativa dei neoparlamentari (il 48%), e non qualche singolo, ha votato per tenersi tutti i soldi ricevuti mensilmente, compresi quelli non spesi. L'eventuale affermazione di questa linea di condotta sarebbe la fine del Movimento.

  • shares
  • +1
  • Mail