
La Fondazione Giovanni Agnelli ha reso nota la volontà di donare 35.000 volumi di scienze politiche, economiche e sociali alla Biblioteca Interdipartimentale dell’Universita’ del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”. Una massiccia iniezione di capitale librario che sarà a disposizione dell’ateneo piemontese per rafforzare il suo status di università d’eccellenza nelle classifiche nazionali universitarie.
Questa donazione, comunicano dalla Fondazione Giovanni Agnelli, vuole essere una mossa contro la “visione miope e riduttiva delle attivita’ di istruzione come voce passiva di bilancio pubblico e costo scarsamente produttivo che grava sulla societa’. A questa si contrappone l’idea che vede i processi formativi, la ricerca e la produzione di conoscenza - pur nelle compatibilita’ definite dai vincoli delle risorse pubbliche - come un investimento cruciale per la societa’ e un volano essenziale per la crescita economica. Le moderne economie, infatti, non sono in grado di essere competitive in assenza di un tasso di rinnovamento, che solo la presenza di capitale umano e innovazione possono procurare in modo costante”.
L’iniziativa della Fondazione Agnelli è sicuramente encomiabile ma sottolinea ancora una volta lo stato di abbandono delle realtà culturali del nostro paese, sempre più legate alla beneficienza e agli aiuti di privati e fondazioni, un vero e proprio tunnel che abbiamo intrappreso da almeno una quindicina d’anni e di cui siamo ancora lontani, purtroppo, dall’uscita.
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