Beppe Grillo parlante, luci ed ombre del M5S nelle parole di Francesco Oggiano

Un libro per illustrare la vicenda del M5S e fornire ai lettori un intero vocabolario a tema per destreggiarsi nel mondo dei pentastellati.

Perché anche se la maggior parte delle volte sono indicati come "grillini", per piacere non chiamateli così, preferiscono definirsi con l'altra indicazione, quella che si riferisce alle famose cinque stelle sui quali si basa la loro azione, piuttosto che sul costante riferimento personalistico a Beppe Grillo, indiscusso aggregatore, leader, ma anche motivo di polemiche e divisioni interne.
Francesco Oggiano, giornalista di Vanity Fair.it, ha ventott'anni, l'età giusta per scrivere un libro, ma anche quella per entrare in Parlamento, naturalmente non tra i ranghi di una delle solite compagini partitiche del Belpaese, la cui identità logora e rimpastata a più riprese, si trascina almeno da qualche decennio, bensì tra le fila di un'entità che si vuole nuova e giovane a tutti i costi, eppure il fascino indiscusso del Movimento Cinque Stelle, più che un astro luminoso da seguire, diventa ai suoi occhi un polo da analizzare, discernere, comprendere, piuttosto che ammirare ciecamente, dando vita ad un libro che indaga il fenomeno "Beppe Grillo parlante" che ripercorre i fatti, senza tralasciare estratti dei brani dei post, fiammeggianti conversazioni in chat facebook e le lettere ufficiali di diffida all'uso del simbolo per esporre l'intenso chiaroscuro che avvolge gran parte di una realtà che si vorrebbe costantemente trasparente, come la rete alla quale si rifà costantemente, in ampia scia ad alcuni temi di democrazia diretta cari al partito pirata, Anonymous e We are the 99%, ma non manca di cadere in evidenti contraddizioni sostanziali.
Perché Grillo è davvero parlante, anzi urlante per essere precisi, a metà tra il Masaniello e il fustigatore contemporaneo, disposto ad accordare amore ed odio ai suoi "protetti", dando vita a dinamiche di gestione opache che fanno capo ad un certo Casaleggio.
Dalla rapidissima scalata di un gruppo davvero giovane e nel duplice senso della parola, sia per l'età dei suoi membri che per la sua breve storia, alle ombre che aleggiano intorno al contestato guru Gianroberto Casaleggio, co-fondatore del movimento e faccia nascosta del carismatico ed arruffapopoli genovese che eravamo abituati ad ascoltare in televisione e nel teatro d'avanspettacolo, ma non nelle piazze, dalle quali invece ha tratto buona parte della sua legittimità in un riconoscimento politico costruito abilmente a suon di iniziative mediatiche, antieuropeismo, ecologismo gridato, tour della penisola e annunci shock, Grillo ha acquisito una caratura che è impossibile ignorare.
Cavalcando lo sdegno crescente dei cittadini e sfruttandone la sfiducia a suon di propositi allettanti ma poco chiari, disfattismo attivo e poca progettualità estera, il comico ha dato voce ad un elettorato esausto, desideroso di spazzar via i privilegi della Casta instaurando una politica attenta alla cosa pubblica e più vicina all'origine del termine, ricadendo spesso in un mix di populismo mediterraneo e astuta gestione digitale, derive autoritarie e a tratti persino settarie, epurazioni via post scrittum e tentativi di tagliare come arti in cancrena, le necessarie contraddizioni aperte in seno al movimento stesso.
Dalla fragorosa rottura con Tavolazzi, al fuori-onda di Favia, dalle vicinanze genetiche alle repulsioni con il Carroccio, con l'IdV di di Pietro e con Vendola, all'onda dei fuoriusciti uniti nel movimentorevolution.it "mecca dei grillini delusi", dal riferimento alla breve ma intensa parabola politica del comico francese Coluche, "Grillo d'oltralpe" dalla folgorante e breve carriera politica al quale viene spesso abbinato, all'avversione alla stampa nazionale, considerata partigiana, serva del potere da ignorare e umiliare (come accade puntualmente con il famoso episodio della CNN) e da aggirare in qualità di snodo cruciale del vecchio sistema, a suon di scomuniche e insulti, fino a farsi inevitabilmente ascoltare:

...il Vaffanculo di Grillo campeggia in tutte le prime pagine dei giornali. Il Corriere gli dedica una riga del sommario dell’apertura: «Migliaia in piazza con Beppe Grillo per il V-Day: basta con questi partiti». La Stampa titola: «“I condannati a casa”, piazze gremite in 300 città». La Repubblica ci apre addirittura la prima pagina: «Grillo choc, firmano in 300mila». Per la prima volta una manifestazione creata attraverso Internet invade tutti gli altri media nazionali. Nei due mesi successivi giornalisti e politici ancora storditi dalla potenza di fuoco del movimento cercano di decifrarne gli elementi fondamentali, vanno a caccia degli aneddoti della vita del nuovo «profeta capopopolo». I commentatori si dividono tra pro e contro Grillo. La «Casta» viene travolta dallo tsunami...

Beppe Grillo Parlante
Luci e ombre sotto le 5 stelle
di Francesco Oggiano
Aprile 2013
Cairo Editore
€ 15,00
304 pp.

Via | cairoeditore.it

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