Le Venti poesie d’amore e una canzone disperata di Pablo Neruda sono una raccolta tormentata del poeta cileno che, come ha affermato l’autore stesso, “ha indicato a molti uomini la strada della felicità”. Vengono ora proposte in un’elegante edizione, con una copertina che pare una carta da regalo tanto è delicata, da Passigli Editori, con la cura di Giuseppe Bellini e una testimonianza di Federico García Lorca. Lo spirito per leggere/ascoltare queste poesie lo prendiamo proprio dalla conclusione della presentazione che García Lorca fece all’Università di Madrid nel 1934:
“Io vi consiglio di ascoltare con attenzione questo gran poeta e di cercare di commuovervi con lui; ognuno alla propria maniera. La poesia richiede una lunga iniziazione, come qualsiasi sport, ma c’è nella vera poesia un profumo, un accento, un tratto luminoso che tutte le creature possono percepire. E voglia Iddio che vi serva per nutrire quel granello di pazzia che tutti portiamo dentro, che molti uccidono per mettersi l’odioso monocolo della pedanteria libresca e senza il quale è imprudente vivere” (pag. 11)
In queste poesie di Pablo Neruda
“il fondo sentimentale permane romantico, ma più importano il senso drammatico che il poeta dà alla vita e all’amore, la novità che il verso presenta, perfettamente strutturato e definito, la testimonianza di un originale processo creativo, la ricchezza espressiva che chiaramente annuncia il lirico singolare delle epoche successive” (Giuseppe Bellini, pag. 18)
Un libro da portare con sé, per leggere nei momenti più diversi della giornata, “per nutrire quel granello di pazzia che tutti portiamo dentro”. Di seguito una poesia della raccolta: Bianca ape ronzi (pagg. 45-46)
Bianca ape ronzi, ebbra di miele, nella mia anima
e ti pieghi in lente spirali di fumo.Sono il disperato, la parola senza eco,
colui che tutto perse, e colui che tutto ebbe.Ultima gòmena, scricchiola in te la mia ansietà ultima.
Nella mia terra deserta sei l’ultima rosa.Ah silenziosa!
Chiudi i tuoi occhi profondi. Lì aleggia la notte.
Ah denuda il tuo corpo di statua timorosa.Possiedi occhi profondi dove la notte aleggia.
Fresche braccia di fiore e grembo di rosa.I tuoi seni rassomigliano alle conchiglie bianche.
Sul tuo ventre è venuta a dormire una farfalla d’ombra.Ah silenziosa!
Ecco la solitudine da dove sei assente.
Piove. Il vento del mare caccia gabbiani erranti.L’acqua va scalza per le strade bagnate.
Da quell’albero si lamentano, come infermi, le foglie.Bianca ape, assente, ancora ronzi nella mia anima.
Rivivi nel tempo, esile e silenziosa.Ah silenziosa!
Pablo Neruda
Venti poesie d’amore e una canzone disperata
Testo spagnolo a fronte
con una testimonianza di Federico García Lorca
a cura di Giuseppe Bellini
Passigli Editori, Bagno a Ripoli (Fi), 2009 [dodicesima edizione]
pagine 91, euro 7,50
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