Un'educazione parigina, vis-à-vis con il terzo io di Saporito

Spunta un terzo io ne "L'Educazione parigina" di Roberto Saporito, e noi abbiamo deciso di andargli incontro muso a muso o vis-à-vis che dir si voglia.

Eccoci ancora a Parigi, per inoltrarci nel nuovo io narrante delle avventure schizofreniche di Saporito, che ha aggiunto ai suoi volti un terzo personaggio, congruente con l'arrivo di un uomo il cui nome ricorda un metallo pesante da maniglia. Li ritroviamo entrambi immersi in una poltrona di velluto logoro, e nell'atmosfera altrettanto morbida e costruita ad arte del Marais, tra librerie italiane che ci sono ormai note, come la famosa "Tour de Babel" e belle donne engagées. Un mix talmente ben congeniato da riuscire a sembrare persino naturale ed incarnare tutte quelle promesse di nonchalance ed ispirazione che la capitale francese è solita portare con sé. Una città che vive nei caffé, tra bevande scure e bollenti, conversazioni che sono sempre in bilico tra l'intellettuale e il mistico e i passanti, sempre a loro modo un po' liberi e misteriosi.
Un posto ideale per nascondere tra i tanti flâneur provenienti da ogni dove, terroristi in fuga dal pesante passato e servizi segreti in borghese, in un procedere passo passo tra luoghi da sogno e curiose occupazioni a sfondo artistico-letterario.

In questi giorni mi succede una cosa strana ed inquietante: incontro persone morte. Be’ è chiaro che detto così è un po’ una cosa da pazzi furiosi, ma è esattamente quello che mi accade. Anche se la spiegazione più plausibile è che incontro persone che somigliano a persone che conoscevo e che sono morte: così suona più razionale, ma qual è la verità? Ma non è importante per me una spiegazione plausibile, perché intanto io continuo ad incontrarle. Ovunque, e sempre più spesso. Ieri ho incontrato per strada, vicino al caffè dove vado spesso, una ragazza che ho amato anni fa e che è morta. Si è suicidata. Si è impiccata nel carcere di Cuneo. E io dopo quasi venti anni la incontro a Parigi. In questo modo ho già incontrato una decina di persone morte: sono pazzo? E’ possibile, ma la qual cosa non mi risolve il problema. Io non voglio più incontrare persone morte, punto. E’ quantomeno destabilizzante...

Appuntamento per i curiosi al link in calce, con un'anteprima del primo capitolo...

Nell'immagine collage di un'immagine della chiesa Saint-Paul-Saint-Louis, situata nel Marais (da flickr.com/photos/sara_rania) e della copertina de "L'Educazione parigina" di Roberto Saporito.

Via | be-pop.it/il-terzo-io-capitolo-i-di-roberto-saporito

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